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mercoledì 5 settembre 2012

Emisfero Sud


Cinque settimane di vacanza.

Non avrei mai creduto possibile si potessero fare cinque settimane di vacanza. Il bello di essere consulente. Si perché Felix invece ha dovuto spezzare le vacanze in due e tornare in Somalia. 
Questo ha avuto due effetti, direi entrambi positivi.

sabato 14 luglio 2012

Migrazioni

Eccoci qua, quasi pronti alla partenza. Quasi pronti alla migrazione stagionale.


Valigie pronte, mezze vuote nella beata speranza di riempirle di cose utili e non al ritorno; vestiti leggeri nella beata speranza che non succeda di nuovo che ci portiamo dietro la pioggia da un continente all'altro e medicine ridotte allo stretto necessario nella beata speranza che l'otite di mamma rimanga l'evento più importante da riportare negli annali delle migrazioni di famiglia.

domenica 1 aprile 2012

Vacanza!

Domani partiamo per le vacanze. Finalmente!

Oggi è una giornata tranquilla, tra valigie e boscaioli.

Io faccio le valigie e Felix ha pensato bene di trovare proprio oggi due boscaioli (meglio dire due tipi con accetta) che sono venuti da noi a ridurre in formato utilizzabile i tronchi di legna che abbiamo trovato in giardino e che tra poco ci serviranno per fare il fuocherello per il fresco della sera...quando uno si abitua ai trenta gradi, appena si sfiorano i venti comincia a battere i denti....

I tipi con accetta sono amici di Fred, il giardiniere, ma comunque tipi sconosciuti con accetta, quindi siamo stati un po' più prudenti oggi e non abbiamo lasciato tutte le porte di casa aperte.
Il Guardone è stato ancora più prudente: non solo si è fatto dare le carte d'identità appena sono arrivati, ma si è preso una sediolina e si è messo a guardarli dall'inizio alla fine.
Il Guardone non si smentisce mai...

Le valigie invece non sono ancora pronte, ma è solo un dettaglio e io pur di non finire mi metto addirittura a scrivere un post! Cosa non ci si inventa....

La settimana è stata abbastanza piena, come sta diventando di norma ormai.

Domenica scorsa abbiamo fatto un picnic di compleanno per Felix al Nairobi National Park.
Mi sono impegnata con dei panini pazzeschi, mica il solito prosciutto cotto, emmental e insalata! Purtroppo non abbiamo potuto accendere le candeline sulla torta perché il vento rischiava di far volare via la torta, ma a parte questo particolare il picnic è venuto proprio bene e ci siamo divertiti tutti.

La scuola tedesca ha iniziato le vacanze di Pasqua, di ben tre settimane, ma si sono organizzati bene ed hanno proposto un campo scuola nella prima settimana. Ho capito solo dopo che era a numero ridottissimo e sicuramente non per piccoli, quindi Filippo ha passato la settimana con la tata e Sveva, fortunatamente, è rientrata tra i pochi eletti.

Io non ho avuto novità sostanziali sul mio lavoro, a parte ricevere finalmente per scritto il dettaglio di quello che dovrò fare, cosa che comunque sapevo già, e la richiesta di indicare quanto tempo impiegherò e quanto vorrò essere pagata.


Detta così suona da sogno, ma poi so che ci sarà una lunga ed estenuante trattativa su entrambe le cose.
Ma niente indicazioni sulla data d'inizio, quindi domani partiamo in vacanza e forse quando torneremo dovrò presentarmi in ufficio.
Ma è tutto molto flessibile qui, molto hakunamatatico, anche negli uffici.

Nel frattempo ho approfittato del tempo libero (!) che non avrò più tra poco e ho fatto un altro salto al Toi Market a cercare altri costumi da carnevale che qui sono davvero in voga.
Adesso Sveva e Filippo hanno un guardaroba di tutto rispetto.

Venerdì sono riuscita ad incontrare tre amiche, una di fila all'altra, roba da carnet degli appuntamenti. 
E ieri abbiamo fatto un BBQ prima che arrivi (finalmente!) la stagione delle piogge e i bimbi si sono scatenati talmente tanto che oggi non fanno altro che frignare e dormire (Filippo si è appena svegliato dalla siesta e sta facendo merenda e Sveva si è addormentata per la seconda volta in poltrona...).

Bene, questo il Reader's Digest della settimana.....e ora non ho più scuse, a parte lavare i piatti non mi resta altro se non finire le valigie!

venerdì 1 luglio 2011

Farewell paranoia

Beh, va detto; la business non è male.
Anche se viaggi da solo, ma di sicuro con due bambini di cui uno che probabilmente farà l'ingegnere aereospaziale e intanto si allena a cercare il pezzo più piccolo smontabile (e non) dell'aereo. Ad ogni modo la situazione è questa: Sveva mangia la sua pasta al pomodoro del kids menu (potevano sforzarsi un po' di più visto cosa danno agli adulti...) ad una lentezza sorprendente, aiutata anche da Tom & Jerry sullo schermo davanti, Felix legge un giornale di cui non riesco a leggere il nome dalla mia posizione,

Filippo dorme beato al mio posto con il sedile in posizione letto (la business non è male, ripeto) con una bella coperta a fargli da tenda e io scrivo seduta a cavalcioni del mio sedile espropriato dall'infant, in posizione non proprio comoda, ma tenendo comunque il neutro del pilates non per scelta ma perché non posso proprio andare indietro...
Ma soprattutto sto ascoltando le greatest hits degli A-ha e questo mi riconcilia con il mondo!

Ma torniamo indietro rapidamente per alcuni episodi salienti degli ultimi giorni.

TRASLOCO. Anche se avevo già fatto un trasloco con una ditta (nel senso, non impacchettando tutto da sola e invitando gli amici ad aiutarmi a caricare sul portapacchi di chissò quale macchina in cambio di una cena), devo dire che non c'è stato paragone. Questa volta erano così professionali che non ho sentito minimamente il bisogno di stare lì a controllare...anzi, alla fine ero talmente rilassata che ho ricamato il bavaglino per Gaia!

FAREWELL PARTY. A dove se non ad Arolo dove tutto è cominciato? Gli aperitivi di Caterina non hanno deluso le aspettative (mi sono innamorata degli involtini di ananas e prosciutto...) e gli amici erano proprio quelli con cui volevamo stare (peccato per alcune defezioni, ma come competere con la festa di Midsommar?)
ULTIMO GIORNO. Sempre all'ultimo anche voi? Io per quanto cerchi di organizzarmi finisco sempre tutto all'ultimo minuto dell'ultimo giorno. E così la sera prima di partire, alle undici e passa circa, ero ancora lì a pulire, fare valigie e coprire tuto con teli e roba simile. Adesso la casa è uno splendore (grazie anche al lavoro straordinario dell'Ilenia...) e noi vivremo nell'altro emisfero, però l'anima casalinga che è in me è felice lo stesso, si sente in pace con se stessa. Le valigie alla fine erano quattro, grandi ma grandi davvero, tre zaini di cui due per i computer e uno per i beni di prima necessità (pannolini, giocattoli, datteri dello zio Enrico...) e il trolley della Sveva con tutti i giochi che è riuscita a metterci dentro. Ah, e due seggiolini auto, tanto per non farci cogliere alla sprovvista.

PARTENZA. E alla fine stamattina siamo partiti alle cinque (5), lasciandoci dietro una casa che sembrava unbo specchio (o un forno se si vuole considerare un altro aspetto sensoriale....), un gatto ignaro del fatto che la prossima volta che ci rivedrà sarà tra molto tempo (tranquilli, non l'abbiamo abbandonato, è sotto la tutela di persone fidate!) e siamo saliti sul minibus che Daniela ha riservato per noi (quando si dice avere le conoscenze giuste.....grazie Dany!) e mi rendo conto solo ora che non ho neanche dato un'ultima occhiata sentimentale alla casa o cercato di fissare nei ricordi i particolari lungo la strada.
E' andato tutto così di corsa, non solo oggi ma anche nei giorni passati, che ancora non mi rendo conto di tante cose, prima fra tutte che siamo partiti con un biglietto di sola andata.
Oddio, a dire il vero di questo me ne sono resa conto nel momento del check in quando non volevano farci imbarcare perché pare che non si possa entrare in Kenya con un biglietto di sola andata. Ma non voglio preoccuparmi di questo adesso, anche perché se trascriverò tutto quello che sto scrivendo sul blog (mica crederete che sia connessa a 37mila piedi - leggo sullo schermo in questo momento, passando sul lago Nasser....), vorrà dire che sarò sbarcata tranquillamente e mi sarò connessa da casa di Raffaella e Ivanoe che ci hanno offerto ospitalità per il primo mese.
Comunque, a parte la remota possibilità che non ci diano il visto e ci rimbarchino sul primo volo per l'Italia (o la Svizzera, non saprei, non mi sono ancora resa veramente conto di quello che sta succedendo, un po' perché è da così tanto tempo che se ne parla e che si rimanda di quindici giorni in quindici giorni che non ci credeva più nessuno, nemmeno no, e un po' perché sembra tutto così un'altra vita che ancora non credo possa essere reale. Come prima l'offerta di oaspitalità per questo primo mese, comprensiva di tata ed autista, in un compound con parco giochi e piscina riscaldata e poi la proposta irrifiutabile per una casa definitiva assolutamente sovradimensionata per noi (sei camere da letto!) in un quartiere a detta di tutti davvero bello anche se un po' lontano dall'ufficio di Felix. Per non parlare della disponibilità di tutte le persone che ho contattato in questi mesi (o dovrei dire nell'ultimo anno?), come se tutti non aspettassero altro che noi.....se penso alla fatica e al tempo che mi ci sono voluti per crearmi una vita sociale nel varesotto!! La forza dell'espatrio.....
Nel frattempo Filippo si è svegliato e si è dato nuovamente alla sua ultima passione, Sveva sta perdendo neuroni a mazzetti davanti a Tom & Jerry (ma anche la Bella e la Bestia, i Simpsons e Scooby Doo), Felix è passato all'Economist ed io alla musica country e sto scoprendo Keith Urban (che non è niente di che...molto meglio John Mayer nella selezione pop della Swiss).

Adesso siamo all'altezza di Addis Ababa, la prima terra africana che ho toccato in vita mia, e manca ancora un'ora e tre quarti.

Ce l'abbiamo quasi fatta.....