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martedì 18 settembre 2012

Il Guardone

Il Guardone se ne va. 
Ci abbandona. 
Dopo un anno di onorato servizio il Guardone ci lascia.

Il Guardone è la guardia che è stata con noi per più tempo; l'abbiamo trovato quando siamo entrati al Castello, affiancato da James che era decisamente più simpatico e si prestava agli scherzi dei bambini.

Non andavano un gran ché d'accordo il Guardone e James; la volta che a James hanno rubato la bicicletta, assalendolo con un coltello e ferendolo, il commento del Guardone è stato Frigni come una donna!
Non proprio il genere di commento che ti aspetti dal tuo collega quando ti vede arrivare sanguinante...

domenica 1 aprile 2012

Vacanza!

Domani partiamo per le vacanze. Finalmente!

Oggi è una giornata tranquilla, tra valigie e boscaioli.

Io faccio le valigie e Felix ha pensato bene di trovare proprio oggi due boscaioli (meglio dire due tipi con accetta) che sono venuti da noi a ridurre in formato utilizzabile i tronchi di legna che abbiamo trovato in giardino e che tra poco ci serviranno per fare il fuocherello per il fresco della sera...quando uno si abitua ai trenta gradi, appena si sfiorano i venti comincia a battere i denti....

I tipi con accetta sono amici di Fred, il giardiniere, ma comunque tipi sconosciuti con accetta, quindi siamo stati un po' più prudenti oggi e non abbiamo lasciato tutte le porte di casa aperte.
Il Guardone è stato ancora più prudente: non solo si è fatto dare le carte d'identità appena sono arrivati, ma si è preso una sediolina e si è messo a guardarli dall'inizio alla fine.
Il Guardone non si smentisce mai...

Le valigie invece non sono ancora pronte, ma è solo un dettaglio e io pur di non finire mi metto addirittura a scrivere un post! Cosa non ci si inventa....

La settimana è stata abbastanza piena, come sta diventando di norma ormai.

Domenica scorsa abbiamo fatto un picnic di compleanno per Felix al Nairobi National Park.
Mi sono impegnata con dei panini pazzeschi, mica il solito prosciutto cotto, emmental e insalata! Purtroppo non abbiamo potuto accendere le candeline sulla torta perché il vento rischiava di far volare via la torta, ma a parte questo particolare il picnic è venuto proprio bene e ci siamo divertiti tutti.

La scuola tedesca ha iniziato le vacanze di Pasqua, di ben tre settimane, ma si sono organizzati bene ed hanno proposto un campo scuola nella prima settimana. Ho capito solo dopo che era a numero ridottissimo e sicuramente non per piccoli, quindi Filippo ha passato la settimana con la tata e Sveva, fortunatamente, è rientrata tra i pochi eletti.

Io non ho avuto novità sostanziali sul mio lavoro, a parte ricevere finalmente per scritto il dettaglio di quello che dovrò fare, cosa che comunque sapevo già, e la richiesta di indicare quanto tempo impiegherò e quanto vorrò essere pagata.


Detta così suona da sogno, ma poi so che ci sarà una lunga ed estenuante trattativa su entrambe le cose.
Ma niente indicazioni sulla data d'inizio, quindi domani partiamo in vacanza e forse quando torneremo dovrò presentarmi in ufficio.
Ma è tutto molto flessibile qui, molto hakunamatatico, anche negli uffici.

Nel frattempo ho approfittato del tempo libero (!) che non avrò più tra poco e ho fatto un altro salto al Toi Market a cercare altri costumi da carnevale che qui sono davvero in voga.
Adesso Sveva e Filippo hanno un guardaroba di tutto rispetto.

Venerdì sono riuscita ad incontrare tre amiche, una di fila all'altra, roba da carnet degli appuntamenti. 
E ieri abbiamo fatto un BBQ prima che arrivi (finalmente!) la stagione delle piogge e i bimbi si sono scatenati talmente tanto che oggi non fanno altro che frignare e dormire (Filippo si è appena svegliato dalla siesta e sta facendo merenda e Sveva si è addormentata per la seconda volta in poltrona...).

Bene, questo il Reader's Digest della settimana.....e ora non ho più scuse, a parte lavare i piatti non mi resta altro se non finire le valigie!

martedì 17 gennaio 2012

Maurice

Maurice è una guardia di rimpiazzo.

Nel senso che rimpiazza i titolari quando vanno in vacanza.

Il Guardone è andato in vacanza poco prima della nostra partenza, a dicembre, e ci siamo trovati Maurice che sembrava molto scupoloso. 
Il primo giorno di lavoro (doveva fare il turno di notte) è arrivato la mattina per farsi spiegare da James tutto quello che c'era da sapere sulla nostra casa.
La sera, all'ora del cambio della guardia, non si è presentato. Si è perso ed è arrivato con circa tre ore di ritardo.

Non proprio un buon inizio.

Ma questo è niente in confronto a quando, solo qualche giorno dopo, è venuto da me a chiedermi la mancia di Natale, poi è andato da Felix con la stessa richiesta e visto che non aveva ancora ricevuto nessuna risposta e soprattutto nessuna mancia, è tornato da me e mi ha chiesto di chiedere a Felix la mancia di Natale.
La nostra risposta ci ha messo un po' ad arrivare (un po'...le tre richieste sono arrivate nel giro di un solo turno lavorativo, cioè dodici ore. La parola che mi viene in mente è insistenza) solo perché eravamo basiti dalla richiesta. Nessuna delle nostre guardie fin'ora ci aveva chiesto qualcosa.
Bhè, in effetti il sostituto del Guardone ci ha chiesto uno zampirone e il Guardone un ombrello, ma nessuno mai esplicitamente dei soldi.
E soprattutto non dopo soli tre giorni di lavoro!

Comunque, eravamo in piena fase natalizia di distribuzione mance e tavolette di cioccolata a tutto lo staff (figo eh? Staff....), quindi abbiamo dato qualcosa anche a lui, sottolineando bene che non ci aveva fatto piacere la sua richiesta ed i suoi modi.
E poi abbiamo pensato che sostituiva il Guardone e quando saremmo tornati non l'avremmo più rivisto.

Errore!

Al ritorno che ci troviamo? Maurice che sostituisce James, il che vuol dire un altro mese di Maurice e in più di giorno.

Maurice pare abbastanza incapace e su questo uno può cercare di rimediare dicendogli le cose chiaramente invece di aspettare che le faccia di sua iniziativa (questa è una regola generale che io in particolare devo imparare. Con tutti), ma la cosa che mi fa rabbia è che anche se uno gli dice le cose, lui comunque non le fa. 
Non dico mica cose strane tipo darmi una mano a scaricare la spesa dalla macchina (solo James è così gentile e comunque non mi sogno di chiedere una cosa del genere a nessuno). No, dico cose di senso comune, tipo impedire a Filippo di prendere la tazza dell'acqua di Maurice (che si trova accanto a Maurice) e rovesciarla sul carica batterie della radio di Maurice. Caricabatterie attaccato alla presa, ovviamente.
Insomma, non ci vuole la laurea per capire che a) Filippo potrebbe farsi male e b) la radio potrebbe farsi male, no?
Invece niente, Maurice è lì, indolente e somiaddormentato a tre centimentri da Filippo, con un sorriso ebete e lascia che il biondo terremoto ci faccia saltare il sistema elettrico di tutta la casa.

Ogni tanto lo troviamo sull'amaca, tranquillo. Altre volte a ronfare sulla sedia e altre a ronfare sotto l'albero...fuori dal cancello però, con tutti i delinquenti pronti a svaligiarci la casa che stanno lavorando al cantiere di fronte. Almeno così dice l'addetto alla sicurezza dell'ufficio.

E poi non ci apre il cancello quando serve a noi.

Quando chiamiamo con la radio non sente mai e dice che non abbiamo chiamato e quando siamo al cancello passa un quarto d'ora tra accorgersi che siamo lì (ho lo stereo a palla generalmente), sganciare il mazzo di chiavi dal moschettone penzolante dalla sua cintura, infilare la chiave giusta nel lucchetto, aprire un'anta del cancello, aprire la seconda anta, fissare a terra la prima che si sta richiudendo con il vento, sbattere la faccia contro la seconda che si è richiusa per lo stesso motivo, e fare finalmente il saluto d'ordinanza mentre passiamo con la macchina.

L'altro giorno è arrivato il Guardone con la bicicletta e io ero dalle parti del cancello. Maurice non c'era e ovviamente non c'erano neanche le chiavi per aprire. Ho chiamato con la voce, ho chiamato con la radio, ma non c'è stato niente da fare; Maurice è arrivato quando ha voluto lui, già pronto per andarsene, col suo sorriso da ebete.

Oggi poi sono arrivati degli addetti alla sicurezza visto che abbiamo segnalato che la radio non funziona bene. Noi la usiamo e Maurice dice che non sente mai; cosa dovevamo fare?
Maurice non mi ha nemmeno fatta parlare, continuava a ripetere che la radio non si sente punto e basta.

Adesso, sempre con la solita calma immagino, ci installeranno un ripetitore sul tetto e ci daranno radio con un'antenna più potente (tradotto significa che andremo in giro con una radio che ha un'antenna lunga almeno il doppio della radio stessa. Un po' scomodo l'ha definito il tecnico...).

Vediamo se Maurice ci aprirà finalmente il cancello.

Altrimenti gli rubo le chiavi e lo mando a dormire!

giovedì 6 ottobre 2011

Osama

Bisogna fidarsi delle proprie guardie qui in Kenya, perché hanno in mano una parte importante della nostra sicurezza.

Certo, c'è l'allarme, ci sono i lucchetti indistruttibili, ma la guardia è un personaggio chiave.

Noi abbiamo il Guardone, di cui ho già scritto un po' di tempo fa, al quale ci siamo più o meno abituati e che abbiamo imparato a conoscere. 

Non posso dire che sia una cima, ma sembra che ce la metta tutta per fare il suo lavoro correttamente (il suo lavoro, che è fare la guardia alla casa,non aiutarmi a scaricare la macchina quando sono carica come un mulo, neanche per qualche strana cosa chiamata cavalleria, per carità!).

Lui è uno delle nostre due guardie fisse. 
Non ha ancora risolto (e non credo lo farà mai) i suoi palesi problemi di miopia e quando fa il turno di notte controllo sempre due volte di aver messo l'allarme. Però ci staimo facendo l'abitudine.

L'altra guardia fissa si chiama James, è decisamente più collaborativo ed aperto (anche troppo; passa la giornata a chiacchierare con tutti, in particolare con il giardiniere della casa accanto, residenza dell'ambasciatore romeno, lasciando il cancello perennemente aperto e considerando il cantiere che abbiamo di fronte che ospita statisticamente almeno un delinquente pronto a svaligiarci la casa....vabbé, meglio non pensarci!).

Entrambe le guardie fanno dei turni massacranti  di 12 ore al giorno, durante i quali non è possibile che siano sempre vigili (e infatti li troviamo regolarmente riparati dietro la siepe con la scusa dell'ombra a sonnecchiare...) e ogni tanto hanno due o tre giorni di sostituzione per cui ci troviamo aleatoriamente davanti una faccia nuova che ancora non abbiamo imparato a riconoscere (a volte di giorno, a volte di notte, mai in un giorno fisso della settimana!), ma questo non rappresenta un problema perché sappiamo che è tutto nella norma.

L'altro giorno il Guadone ha cercato di spiegarmi i turni, non so per quale motivo visto che non gli avevo chiesto niente, e mi ha mostrato un foglietto con i nomi delle guardie che non ha minimamente aiutato nella spiegazione.

L'unico risultato di questa mossa è stato mettermi un po' a disagio, in maniera del tutto insensata me ne rendo conto e forse anche piuttosto prevenuta, però non ci posso fare nulla.

La guardia di rimpiazzo di chiama Osama.....

sabato 17 settembre 2011

L'Aradio

Le cassandre della commissione mi hanno fatto una testa così sull'uso della radio (ricetrasmittente o come si chiama) e sul fatto che noi non la usiamo.
Praticamente mi hanno terrorizzata.

Giovedì sera siamo stati a cena fuori, da Lord Erroll, e quale migliore occasione per provare ad usarla?

Il fatto che siamo usciti alle sette e rientrati alle nove e che Lord Erroll è due strade più in là della nostra non ci ha scoraggiato (di solito si usa quando è notte...) e comunque ce l'eravamo portata dietro, quindi anche se erano solo le nove tanto valeva usarla.

Il Guardone era di guardia (putroppo i miei timori si sono rivelati fondati...), ma anche questo non ci ha scoraggiato.

Ovviamente io avrei preso la radio (so accenderla e questo è già qualcosa), chiamato il numero del Guardone e detto Salve sono io, mi apri?

Ecco, no, non si deve fare così.

Noi abbiamo un nome in codice fatto da una parola e un numero (anzi io che sono la moglie di ho un codice ancora più lungo perché devo aggiungere alpha a tutto quanto, quindi alpha sta per moglie di...) e dobbiamo prima identificarci, poi rivolgerci alla guardia (Guardone) in questione che non possiamo chiamare per nome, ma con il suo codice che è la parola, il numero e Golf che quindi sta per guardia di e chiedergli di aprire il cancello quando siamo a distanza ravvicinata.

Ora, probabilmente gli esperti riescono a calcolare tutto al millimetro ed arrivare davanti al cancello quando è appena stato aperto, ma noi manco a dirlo non siamo esperti.

Quindi dopo aver provato a chiamare guidando, ci siamo resi conto che saremmo finiti a chiamare davanti al cancello stesso, quindi la cosa sarebbe risultata ridicola.

Allora abbiamo deciso di essere ancora più ridicoli: ci siamo fermati dietro l'angolo e abbiamo chiamato, giusto per la soddisfazione di svoltare e trovare il cancello già aperto.

Se il delinquente del cantiere di fronte scopre questo giochetto prima che diventiamo radioesperti, può benissimo assaltarci mentre siamo fermi a chiamare il Guardone.

La prossima volta provo con la telepatia....

mercoledì 14 settembre 2011

Grün Apfel

Filippo ha iniziato l'asilo. Ieri.

L'ho portato, anzi ho portato tutti e due, ho lasciato Sveva che non ha fatto le sue solite storielle e ho portato Filippo nella sua classe, accanto a quella di Sveva.

La maestra pallida di Filippo ricorda la Silvia del Melaverde; capelli neri ricci, occhi azzurri, in più è svizzera, quindi c'è anche più vicinanza geografica. Insomma, mi sentivo in una bote de fero.

Ieri sono rimasta un po' nella stanza, ho giocato a prendere il caffé che lui ha preparato e versato nel portauovo di plastica, siamo stati un po' ad esplorare i giochi e poi me ne sono andata di soppiatto mentre era intento a cantare e ballare con gli altri bambini.

Sono andata a prenderlo dopo due ore, come mi ha chiesto la maestra pallida e ovviamente Filippo non voleva venire via sul più bello, quando tutti gli altri bambini stavano andando a giocare fuori, quindi mi ci è voluta la canna da pesca per trascinarlo via dall'asilo.

Dopo due mesi abbondanti di isolamento era ovvio che volesse giocare con altri nanerottoli.
Ma la maestra pallida ha insistito perché l'inserimento fosse più che graduale e non è valso a niente spiegargli che al Melaverde neanche si preoccupava di salutarmi il piccolo.

Stamattina abbiamo scoperto che si era rotto un tubo nella vasca da bagno e che nella notte era piovuto in testa alla tata, la quale prima di dirci che le era piovuto in testa si è premurata di chiederci se avevamo dormito bene e se tutto era a posto e solo dopo avergli chiesto ma hai per caso notato una macchia sul soffitto?, lei ha risposto che non solo c'era la macchia, ma anche la pioggia...

Siccome poi Felix è partito tardi per l'ufficio, ci sembrava del tutto logico che accompagnasse lui i pargoli a scuola. Non ci siamo minimamente posti il problema dell'inserimento, visto che ieri era andata così bene.
Ora si sa, i papà sono sempre un po' più sbirgativi e nessuno può pretendere che facciano l'inserimento come le mamme. Tenendo conto che Filippo ha già una buona abitudine all'asilo, ripeto, non ci siamo posti il problema.

Intanto a casa sono arrivati due fuoristrada della commissione guidati da altrettanti visi pallidi, di cui uno era il capo della sicurezza, venuto a controllare che tutte le misure di sicurezza fossero rispettate.

Ovviamente no, e ovviamente se ne accorgono quando siamo già dentro.
Ho approfittato per parlargli del problemino con l'acqua e il notro bravo Wilson è stato prontamente intercettato e costretto a venire a risolvere il problema.

Mentre eravamo in giro tra casa e giardino a scoprire quante cose non sono in regola (compreso il cantiere di fronte in cui statisticamente c'è almeno un delinquente che in questo momento sta studiando le nostre abitudini e che tra non molto si organizzerà per assaltarci mentre aspettiamo che si apra il cancello o per svuotarci la casa una volta che siamo fuori....), suona il telefono e la maestra pallida di Filippo attacca a spiegare che il piccolo stava piangendo come una fontana perché il papà l'aveva abbandonato sulla porta dell'aula e che l'inserimento si fa in modo diverso e che lei non è abituata a lavorare così e che insomma dovevo andarmi a prendere Filippo immediatamente.
Ho cercato timidamente di spiegare che era un brutto momento, ma non sono stata ascoltata.

Quindi ho salutato le due cassandre e mi sono messa di corsa in macchina telefonando a Felix per farmi dare la sua versione che ovviamente non era uguale a quella della maestra pallida.

Ho trovato Filippo veramente disperato, come non l'avevo mai visto e il fatto che la maestra pallida continuasse a blaterare una serie di balle nonostante le dicessi che mio marito aveva una versione differente e tutta una serie di altri piccoli dettagli che mi hanno fatto capire che in fondo l'unica a non avere le idee chiare su come si facesse un inserimento era lei, mi ha fatto seriamente dubitare della perfezione della scuola tedesca.

Quando poi la direttrice in persona (quella che mi ha ripetutamente fatto sentire inadeguata qualche tempo fa) mi ha dato ragione, ho avuto la tentazione di mettermi le mani nei capelli.

Il risultato è che riproviamo l'inserimento tra una settimana non tanto perché Filippo abbia bisogno di una pausa, ma perché la maestra pallida che ha deciso la data  di ieri per l'inserimento in perfetta autonomia, si è resa conto che non ce la fa visto che questa settimana traslocano tutti i bambini in un edificio nuovo appena costruito.

Pensarci prima?

Adesso speriamo solo che Filippo riesca a dimenticare la faccia della maestra pallida in una settimana e che tutto ricominci come se nulla fosse successo, ma ho paura che non sia tanto fesso.

Nel frattempo Wilson ha sistemato la vasca da bagno e quando gli ho chiesto se non era meglio controllare anche la seconda vasca nell'altro bagno prima che scoppiasse anche lì, mi ha risposto hakunamatatamente che se scoppia lui torna e che è qui per servirmi (giuro, ha detto così!).

Adesso sto aspettando il tecnico dell'allarme che dovrebbe passare a spiegarmi per l'ennesima volta come funziona il sistema, ma visto che sono quasi le quattro e che lui stacca alle quattro, dubito che si farà vivo.
E noi staremo un'altra notte senza l'allarme inserito, ma il delinquente del cantiere di fronte non lo sa, quindi magari ci va bene anche stanotte.

Poi un giorno qualcuno mi insegnerà ad usare la radio per poter avvertire la guardia che sto arrivando così non aspetto neanche un nanosecondo al cancello ed entro in casa a tutta birra.

Poi il Guardone richiude il cancello con calma, dopo che il delinquente del cantiere è entrato

A proposito del Guardone, non c'è più e la guardia che c'è adesso mi ha detto che fanno i turni. Qualcuno mi ha detto un po' di tempo fa che dopo un po' si alternano e quello di giorno fa la notte e viceversa.

Non lo voglio neanche sapere se il Guardone fa la guardia la notte in questi giorni!

venerdì 2 settembre 2011

Il Guardone

Al castello abbiamo la guardia, come in tutte le case, casette, compound eccetera da queste parti.

A casa di Raf, nel compound, c'era un gruppo di guardie che ormai avevamo imparato a riconoscere.

Nella casa di Lakeview avevamo una guardia diurna, Kennedy, che faceva anche da tata a Filippo e che raccoglieva gli avocados che Sveva si lasciava sfuggire.

Al castello abbiamo il Guardone.

La prima volta che l'ho visto ho pensato questo tipo ci vede o ha bisogno degli occhiali?

Prima di trasferirci al castello, ogni volta che arrivavo (adesso credo abbia imparato a riconoscere la macchina), si affacciava alla porticina con gli occhi da talpa puntati sulla targa, poi si avvicinava al finestrino e mi guardava serio e poi quando gli dicevo Salve, sono io, mi riconosci?, sfoggiava un impeccabile saluto militare e andava ad aprire il cancello.

Dico che credo abbia imparato a riconoscere la macchina perché l'altro giorno, arrivando con la macchina di Felix a seguito, il Guardone ha prima controllato la mia targa, poi la mia macchina, poi il mio finestrino, poi si è allungato a sbirciare la targa di Felix ed infine ha chiesto Siete insieme?
Una macchina dietro l'altra, ferme, davanti al cancello...
Volevo rispondergli NO, ma ho resistito.

Ma non è per questo che si è meritato il soprannome di Guardone.

E' perché tutte le volte che arrivo con la spesa o con qualunque altra cosa da scaricare dalla macchina, lui sta semplicemente a guardare, non fa il minimo movimento o cenno di aiutarmi; passeggia lentamente e si guarda la punta delle scarpe e poi torna a sedere sulla sua sedia (che per inciso è una delle due uniche sedie che abbiamo per il momento in casa e non so come è finita nel suo casotto di guardia!).
E io intanto porto scatoloni, valigie, seggiolini auto, biciclette, bambini addormentati.
E lui continua a guardare.

Felix l'altro giorno ha lavato la macchina, lavoretto che normalmente qui fanno i giardinieri o le guardie per arrotondare, e il Guardone non ha nemmeno accennato a prestarsi.

Addirittura la tata mi ha chiesto se volevo che mi lavasse la macchina!
Il Guardone no, lui probabilmente sarebbe rimasto a guardare la tata che lavava la macchina.

In inglese la guardia all'ingresso si chiama watchman, l'uomo che guarda.

Lui guarda, fa la guardia....non fa un a piega!