Valigie pronte, mezze vuote nella beata speranza di riempirle di cose utili e non al ritorno; vestiti leggeri nella beata speranza che non succeda di nuovo che ci portiamo dietro la pioggia da un continente all'altro e medicine ridotte allo stretto necessario nella beata speranza che l'otite di mamma rimanga l'evento più importante da riportare negli annali delle migrazioni di famiglia.
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sabato 14 luglio 2012
Migrazioni
Valigie pronte, mezze vuote nella beata speranza di riempirle di cose utili e non al ritorno; vestiti leggeri nella beata speranza che non succeda di nuovo che ci portiamo dietro la pioggia da un continente all'altro e medicine ridotte allo stretto necessario nella beata speranza che l'otite di mamma rimanga l'evento più importante da riportare negli annali delle migrazioni di famiglia.
mercoledì 4 luglio 2012
Un post al mese (magari!)
Ormai è abbastanza chiara la mia totale irregolarità nei post di questo blog.
Sicuramente la mia pigrizia innata, coadiuvata dall'hakunamataticità in cui mi trovo a vivere, è responsabile per almeno la metà di questa situazione, ma ci sono anche altri fattori da non sottovalutare.
a) Lavoro part-time, quattro ore al giorno in un posto che la mia amica Juliana chiama l'ospedale psichiatrico ma che in realtà dovrebbe essere un centro di ricerca. Questo non ha minimamente intaccato i miei compiti precedenti (chauffeur, ristoratrice, etc....) ma solo aumentato il grado di stanchezza serale. A volte sono già profondamente addormentata tra le 8.30 e le 9.00; calcolando che in Italia c'è un'ora di meno, capite anche il perché abbia difficoltà a rispettare anche un semplice appuntamento su skype. A volte sono così stanca e per così tanti giorni di fila che oggi mi sono buttata in una ricerca google sulla possibile relazione tra stanchezza cronica e intolleranze alimentari (esiste!) e mi sa che il prossimo passo sarà fare i test....
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martedì 20 marzo 2012
Drive
Questa volta lo ammetto; non ho voglia di scrivere.
Di piccole cose ne sono successe, sicuramente molte in paragone con quelle che di solito uso come pretesto per un post.
Filippo è stato malato tre volte e Sveva una nel giro di due settimane, ci siamo fatti numerosi giri in ospedali, pronti soccorsi, pediatri veri o presunti, abbiamo fatto venire a Filippo il terrore delle medicine, giocandoci per sempre la possibilità di ridargli un antibiotico in maniera normale.
Papà nel frattempo ha continuato a svolazzare per l'Africa (adesso è di nuovo in Sudan) e ancora non si ferma.
Mamma ha sostenuto un colloquio presentandosi con una tanica di benzina (è una lunga storia, potevo scriverci un post..), ha avuto il posto e le manca talmente tanto il lavoro che ha già cominciato a fare le cose base pur non avendo ancora firmato un contratto.
La tata è sempre più triste perché non vuole che mamma lavori...di solito sono i figli, ma a volte succedono cose strane.
Il computer di mamma ha deciso di autodisintegrarsi proprio quando serviva di più, ma questa volta mamma era pronta e ha salvato i dati prima dell'esplosione.
Sveva ha iniziato ad andare a cavallo con la sua amica Flora e sembra davvero che le piaccia.
Filippo parla, in italiano con mamma, in inglese con la tata e in tedesco con la maestra e per la prima volta nella mia vita di mamma mi sento dire dalla maestra che è uno dei migliori della sua classe...un po' gongolo!
La tata ha cucinato le lasagne dopo avermele viste fare una sola volta e sono risultate un successone. Aveva fatto anche i taralli pugliesi qualche tempo fa. Anche quelli un successone...mi sa che la promuoviamo a cuoca!
Infine mamma, papà e tata hanno visto un film l'altra sera che ha suscitato reazioni contrastanti. Il film è Drive, con Ryan Gosling, attore interessante quando non fa il bello, peccato che faccia sempre più il bello e poco l'interessante.
La tata sbadigliava in maniera impressionante e ancora non capisco perché sia rimasta fino alla fine del film, mentre mamma e papà sono rimasti ipnotizzati dalla colonna sonora che è in effetti dominante.
Mamma da due giorni se la sta ascoltando a ripetizione, a costo di diventare scema e si salva solo perché non può mettersela su CD da ascoltare in macchina, visto che il computer autodisintegrato e prontamente riparato dal papà, per ora ha solo funzioni minime (non riesco ad aprire un pdf, figuriamoci fare un CD...). Insomma, qualcosa è successo e, a parte i problemi tecnici, avrei potuto scrivere qualcosa di più.
Se solo avessi voluto...
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lunedì 12 dicembre 2011
Back is Black
Piove.
Che avevo detto?
Sto seriamente considerando di proporre l'intera famiglia per viaggi contro la siccità.
Gli sciamani. Rain family.
Il viaggio in economy è leggermente più scomodo di quello in business. Leggermente.
Ma la cosa che ci ha fregato è stato viaggiare di notte. Per fortuna il ritorno sarà di giorno. E in fin dei conti non è stato così drammatico, via.
Semplicemente mancava la tata....
La nota di colore l'hanno data le mie scarpe. Da ginnastica, usate molto di rado, praticamente nuove, ma datate.
Sono esplose, letteralmente.
Ovviamente nel momento in cui sono scesa dalla macchina di Crispin, il nostro tassista privato, arrivando all'aeroporto di Nairobi dopo una lunga ed estenuante sfida con il traffico e nell'impossibilità assoluta di fare un salto a prenderne un altro paio.
Sì, mi ero portata qualcosa in valigia, ma provate voi a fare un viaggio lungo con gli stivali invernali e il tacco alto. Ok, magari qualcuno ci riesce, ma io no.
L'alternativa era comprare un paio di sandali infradito masaai al duty free.
Mi sono immaginata a scendere dall'aereo a Malpensa con gli infradito masaai l'undici di dicembre e mi sono tenuta le mie scarpe esplose che in fondo non si notavano così tanto se non per il fatto di lasciare una scia di polverina bianca dappertutto.
Menomale che l'allarme antrace è passato da un po', al limite mi fermavano per trasporto di coca....
Comunque, siamo arrivati puntualissimi (grazie Swiss), i bagagli erano tutti ed integri (grazie a Dio), abbiamo trovato una mercedes ad aspettarci all'aereoporto (grazie Pini), la nostra casina calda calda e il pranzo pronto (grazie Lorena e Rino), siamo andati a fare la spesa al nostro supermercato abituale (spendendo una sassata per non comprare niente....decisamente abituati ormai allo standard africano!) e abbiamo spento le luci alle sette e mezzo circa (che comunque per noi sono le nove e mezzo, cioè l'ora abituale in cui andiamo a letto quando Felix si deve svegliare alle cinque-e-quarantacinque la mattina dopo) e buonanotte ai suonatori.
Adesso ci apsetta un'agenda fitta di impegni ed incontri, ma noi abbiamo dalla nostra l'effetto altitudine, con globuli rossi raddoppiati ed energia da vendere...
Torneremo in Kenya tra un mese, stravolti, lasceremo i figli in braccio alla tata sulla soglia di casa e ci riposeremo per una settimana.
Forse...
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