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martedì 18 settembre 2012

Il Guardone

Il Guardone se ne va. 
Ci abbandona. 
Dopo un anno di onorato servizio il Guardone ci lascia.

Il Guardone è la guardia che è stata con noi per più tempo; l'abbiamo trovato quando siamo entrati al Castello, affiancato da James che era decisamente più simpatico e si prestava agli scherzi dei bambini.

Non andavano un gran ché d'accordo il Guardone e James; la volta che a James hanno rubato la bicicletta, assalendolo con un coltello e ferendolo, il commento del Guardone è stato Frigni come una donna!
Non proprio il genere di commento che ti aspetti dal tuo collega quando ti vede arrivare sanguinante...

martedì 17 gennaio 2012

Maurice

Maurice è una guardia di rimpiazzo.

Nel senso che rimpiazza i titolari quando vanno in vacanza.

Il Guardone è andato in vacanza poco prima della nostra partenza, a dicembre, e ci siamo trovati Maurice che sembrava molto scupoloso. 
Il primo giorno di lavoro (doveva fare il turno di notte) è arrivato la mattina per farsi spiegare da James tutto quello che c'era da sapere sulla nostra casa.
La sera, all'ora del cambio della guardia, non si è presentato. Si è perso ed è arrivato con circa tre ore di ritardo.

Non proprio un buon inizio.

Ma questo è niente in confronto a quando, solo qualche giorno dopo, è venuto da me a chiedermi la mancia di Natale, poi è andato da Felix con la stessa richiesta e visto che non aveva ancora ricevuto nessuna risposta e soprattutto nessuna mancia, è tornato da me e mi ha chiesto di chiedere a Felix la mancia di Natale.
La nostra risposta ci ha messo un po' ad arrivare (un po'...le tre richieste sono arrivate nel giro di un solo turno lavorativo, cioè dodici ore. La parola che mi viene in mente è insistenza) solo perché eravamo basiti dalla richiesta. Nessuna delle nostre guardie fin'ora ci aveva chiesto qualcosa.
Bhè, in effetti il sostituto del Guardone ci ha chiesto uno zampirone e il Guardone un ombrello, ma nessuno mai esplicitamente dei soldi.
E soprattutto non dopo soli tre giorni di lavoro!

Comunque, eravamo in piena fase natalizia di distribuzione mance e tavolette di cioccolata a tutto lo staff (figo eh? Staff....), quindi abbiamo dato qualcosa anche a lui, sottolineando bene che non ci aveva fatto piacere la sua richiesta ed i suoi modi.
E poi abbiamo pensato che sostituiva il Guardone e quando saremmo tornati non l'avremmo più rivisto.

Errore!

Al ritorno che ci troviamo? Maurice che sostituisce James, il che vuol dire un altro mese di Maurice e in più di giorno.

Maurice pare abbastanza incapace e su questo uno può cercare di rimediare dicendogli le cose chiaramente invece di aspettare che le faccia di sua iniziativa (questa è una regola generale che io in particolare devo imparare. Con tutti), ma la cosa che mi fa rabbia è che anche se uno gli dice le cose, lui comunque non le fa. 
Non dico mica cose strane tipo darmi una mano a scaricare la spesa dalla macchina (solo James è così gentile e comunque non mi sogno di chiedere una cosa del genere a nessuno). No, dico cose di senso comune, tipo impedire a Filippo di prendere la tazza dell'acqua di Maurice (che si trova accanto a Maurice) e rovesciarla sul carica batterie della radio di Maurice. Caricabatterie attaccato alla presa, ovviamente.
Insomma, non ci vuole la laurea per capire che a) Filippo potrebbe farsi male e b) la radio potrebbe farsi male, no?
Invece niente, Maurice è lì, indolente e somiaddormentato a tre centimentri da Filippo, con un sorriso ebete e lascia che il biondo terremoto ci faccia saltare il sistema elettrico di tutta la casa.

Ogni tanto lo troviamo sull'amaca, tranquillo. Altre volte a ronfare sulla sedia e altre a ronfare sotto l'albero...fuori dal cancello però, con tutti i delinquenti pronti a svaligiarci la casa che stanno lavorando al cantiere di fronte. Almeno così dice l'addetto alla sicurezza dell'ufficio.

E poi non ci apre il cancello quando serve a noi.

Quando chiamiamo con la radio non sente mai e dice che non abbiamo chiamato e quando siamo al cancello passa un quarto d'ora tra accorgersi che siamo lì (ho lo stereo a palla generalmente), sganciare il mazzo di chiavi dal moschettone penzolante dalla sua cintura, infilare la chiave giusta nel lucchetto, aprire un'anta del cancello, aprire la seconda anta, fissare a terra la prima che si sta richiudendo con il vento, sbattere la faccia contro la seconda che si è richiusa per lo stesso motivo, e fare finalmente il saluto d'ordinanza mentre passiamo con la macchina.

L'altro giorno è arrivato il Guardone con la bicicletta e io ero dalle parti del cancello. Maurice non c'era e ovviamente non c'erano neanche le chiavi per aprire. Ho chiamato con la voce, ho chiamato con la radio, ma non c'è stato niente da fare; Maurice è arrivato quando ha voluto lui, già pronto per andarsene, col suo sorriso da ebete.

Oggi poi sono arrivati degli addetti alla sicurezza visto che abbiamo segnalato che la radio non funziona bene. Noi la usiamo e Maurice dice che non sente mai; cosa dovevamo fare?
Maurice non mi ha nemmeno fatta parlare, continuava a ripetere che la radio non si sente punto e basta.

Adesso, sempre con la solita calma immagino, ci installeranno un ripetitore sul tetto e ci daranno radio con un'antenna più potente (tradotto significa che andremo in giro con una radio che ha un'antenna lunga almeno il doppio della radio stessa. Un po' scomodo l'ha definito il tecnico...).

Vediamo se Maurice ci aprirà finalmente il cancello.

Altrimenti gli rubo le chiavi e lo mando a dormire!

lunedì 24 ottobre 2011

E' arrivato l'ambasciatore...

Il nostro vicino di casa è l'ambasciatore della Romania (l'ambasciata è vicinissima; uscio e bottega).

Il suo cancello si trova alla fine di un lungo vialetto con piante curate sempre meno dal suo giardiniere che preferisce stare tutto il giorno a chiacchierare con la nostra guardia (James, quello sociale, non il Guardone...).

Ovviamente, trovandosi l'ambasciata ad un tiro di schioppo, lui torna a pranzo, a merenda e qualche volta anche per il caffé di metà mattina.

E tutte le volte suona come un dannato dall'inizio del vialetto e il suo clacson si sente perfettamente dalle camere dei bambini. Strombazza anche quando rincasa tardi la sera, presumibilmente dopo serate di gala.

Devo dire che non mi sta proprio simpatico per questa sua abitudine....

Le guardie, i giardinieri, le tate, le housekeepers, da queste parti chiacchierano un sacco e sanno tutto di tutti.
Se voglio sapere un po' di gossip di quartiere chiedo alla tata (non abbiamo housekeeper e chiedere alle guardie mi sembra esagerato, tanto più che il Guardone pare essere un vero asociale e James al contrario se attacca a parlare mi tiene venti minuti).

La prima gossippata a proposito dell'ambasciatore è che è single, cosa che non credevo e adesso mi chiedo come mai torni così spesso a casa, visto che  non per pranzare con la mogliettina. 
Chiederò alla tata....

La seconda è che il poverino suona non perché è uno sborone e vuole far sapere a tutto il quartiere che sta tornando a casa con il suo bolide (che proprio bolide non è in effetti...), ma perché non ha la guardia ed è iil giardiniere che gli apre il cancello,. Quindi l'ambasciatore suona sapendo che il giardiniere è in qualche remoto angolo del suo immenso giardino a curare le ortensie, o forse meglio la bouganvilllea, e gli ci vuole del tempo per scarpinare fino al cancello.

Quello che l'ambasciatore non sa è che il suo giardiniere in realtà sta da noi a chiacchierare e quando sente il clascson scavalca il muro e va ad aprire il cancello e sambra tanto affaticato non perché abbia scarpinato dalla bouganvillea in fondo al giardino fino al cancello, ma perché scavalcare il muro con il filo spinato e l'elettricità non è proprio uno scherzo!

giovedì 6 ottobre 2011

Osama

Bisogna fidarsi delle proprie guardie qui in Kenya, perché hanno in mano una parte importante della nostra sicurezza.

Certo, c'è l'allarme, ci sono i lucchetti indistruttibili, ma la guardia è un personaggio chiave.

Noi abbiamo il Guardone, di cui ho già scritto un po' di tempo fa, al quale ci siamo più o meno abituati e che abbiamo imparato a conoscere. 

Non posso dire che sia una cima, ma sembra che ce la metta tutta per fare il suo lavoro correttamente (il suo lavoro, che è fare la guardia alla casa,non aiutarmi a scaricare la macchina quando sono carica come un mulo, neanche per qualche strana cosa chiamata cavalleria, per carità!).

Lui è uno delle nostre due guardie fisse. 
Non ha ancora risolto (e non credo lo farà mai) i suoi palesi problemi di miopia e quando fa il turno di notte controllo sempre due volte di aver messo l'allarme. Però ci staimo facendo l'abitudine.

L'altra guardia fissa si chiama James, è decisamente più collaborativo ed aperto (anche troppo; passa la giornata a chiacchierare con tutti, in particolare con il giardiniere della casa accanto, residenza dell'ambasciatore romeno, lasciando il cancello perennemente aperto e considerando il cantiere che abbiamo di fronte che ospita statisticamente almeno un delinquente pronto a svaligiarci la casa....vabbé, meglio non pensarci!).

Entrambe le guardie fanno dei turni massacranti  di 12 ore al giorno, durante i quali non è possibile che siano sempre vigili (e infatti li troviamo regolarmente riparati dietro la siepe con la scusa dell'ombra a sonnecchiare...) e ogni tanto hanno due o tre giorni di sostituzione per cui ci troviamo aleatoriamente davanti una faccia nuova che ancora non abbiamo imparato a riconoscere (a volte di giorno, a volte di notte, mai in un giorno fisso della settimana!), ma questo non rappresenta un problema perché sappiamo che è tutto nella norma.

L'altro giorno il Guadone ha cercato di spiegarmi i turni, non so per quale motivo visto che non gli avevo chiesto niente, e mi ha mostrato un foglietto con i nomi delle guardie che non ha minimamente aiutato nella spiegazione.

L'unico risultato di questa mossa è stato mettermi un po' a disagio, in maniera del tutto insensata me ne rendo conto e forse anche piuttosto prevenuta, però non ci posso fare nulla.

La guardia di rimpiazzo di chiama Osama.....

venerdì 2 settembre 2011

Il Guardone

Al castello abbiamo la guardia, come in tutte le case, casette, compound eccetera da queste parti.

A casa di Raf, nel compound, c'era un gruppo di guardie che ormai avevamo imparato a riconoscere.

Nella casa di Lakeview avevamo una guardia diurna, Kennedy, che faceva anche da tata a Filippo e che raccoglieva gli avocados che Sveva si lasciava sfuggire.

Al castello abbiamo il Guardone.

La prima volta che l'ho visto ho pensato questo tipo ci vede o ha bisogno degli occhiali?

Prima di trasferirci al castello, ogni volta che arrivavo (adesso credo abbia imparato a riconoscere la macchina), si affacciava alla porticina con gli occhi da talpa puntati sulla targa, poi si avvicinava al finestrino e mi guardava serio e poi quando gli dicevo Salve, sono io, mi riconosci?, sfoggiava un impeccabile saluto militare e andava ad aprire il cancello.

Dico che credo abbia imparato a riconoscere la macchina perché l'altro giorno, arrivando con la macchina di Felix a seguito, il Guardone ha prima controllato la mia targa, poi la mia macchina, poi il mio finestrino, poi si è allungato a sbirciare la targa di Felix ed infine ha chiesto Siete insieme?
Una macchina dietro l'altra, ferme, davanti al cancello...
Volevo rispondergli NO, ma ho resistito.

Ma non è per questo che si è meritato il soprannome di Guardone.

E' perché tutte le volte che arrivo con la spesa o con qualunque altra cosa da scaricare dalla macchina, lui sta semplicemente a guardare, non fa il minimo movimento o cenno di aiutarmi; passeggia lentamente e si guarda la punta delle scarpe e poi torna a sedere sulla sua sedia (che per inciso è una delle due uniche sedie che abbiamo per il momento in casa e non so come è finita nel suo casotto di guardia!).
E io intanto porto scatoloni, valigie, seggiolini auto, biciclette, bambini addormentati.
E lui continua a guardare.

Felix l'altro giorno ha lavato la macchina, lavoretto che normalmente qui fanno i giardinieri o le guardie per arrotondare, e il Guardone non ha nemmeno accennato a prestarsi.

Addirittura la tata mi ha chiesto se volevo che mi lavasse la macchina!
Il Guardone no, lui probabilmente sarebbe rimasto a guardare la tata che lavava la macchina.

In inglese la guardia all'ingresso si chiama watchman, l'uomo che guarda.

Lui guarda, fa la guardia....non fa un a piega!