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sabato 5 novembre 2011

Vaffa

Sapevamo, venendo qui in Kenya, che i nostri bimbi sarebbero cresciuti circondati da animali che in Italia sono esotici e che molto probabilmente avrebbero invece considerato esotici animali che in Italia sono normali.

In effetti la frequenza con la quale si avvistano zebre da queste parti è impressionante (non a Nairobi, eh!).

Filippo quando sale in macchina fuori Nairobi comincia subito a guardarsi in giro e dice Fante, fante.

E' buffo come conosca poche parole (sempre di più comunque...) e passi con nonchalanche da una lingua all'altra, ma alcune parole gli vengono meglio in italiano e altre in inglese.

Quando vede il cartone del latte, con le mucche sopra, per esempio dice cow, non mucca. 
Appunto, la mucca la vede sul cartone del latte.....

La giraffa invece è l'animale che, insieme al Fante, lo affascina di più in questo momento.

Il problema è che se per Elefante dice Fante e non c'è niente di male, per dire giraffa dice Vaffa e questo può suonare non proprio bonton....

giovedì 13 ottobre 2011

Equatore

Vivere a Nairobi  non aiuta molto a ricordarsi di essere in Africa.

Non fraintedetemi, non è certo come vivere sul Lago o a Milano; ci si rende conto di essere in Africa, ma non è proprio l'Africa che dico io.

L'Africa che dico io ha due aspetti, quello della natura più o meno selvaggia (dobbiamo ridimensionare le nostre vedute con due figli....) e quello degli agglomerati urbani veramente africani, non posti residenziali per espatriati come quello dove viviamo noi.

A questo punto, vista la vicinanza della scuola tedesca al castello, la presenza del Village Market con tutto le sue interessanti cosette da espatriati e il traffico che non mi permette di farmi un giro in centro ed essere sicura di tornare in tempo per riprendere Filippo a scuola, prima che diventi isterico e non dorma più per tutto il pomeriggio, raramente mi avventuro oltre Muthaiga (il posto più vicino al centro, dove vado a fare pilates...quando ci vado).

Per cui, appena si prospetta un finesettimana un po' più lungo, non vediamo l'ora di uscire dalla città e vedere un po' di Africa.

Questa settimana la scuola tedesca è chiusa (vacanze d'autunno, carini!) e ci siamo presi qualche giorno per esplorare ancora la Rift, ma questa volta ci siamo spinti fino al Monte Kenya.

L'idea originaria era Laikipia e mi sono buttata a capofitto in una ricerca google per trovare il lodge perfetto. Nei miei piani c'era anche un salto (una notte) al ranch di Kuki Gallmann che è aperto al pubblico.

Il pubblico in questione deve essere molto ricco, visto che i lodges a Laikipia vanno dai 499 ai 699 dollari a notte (magari ce n'è anche qualcuno più caro, ma mi ero stufata e non ho finito la ricerca).

Quindi, vista la mia totale incapacità di trovare una sistemazione che ci permettesse in futuro di fare anche altre vacanze, ci siamo rivolti alla solita agenzia che è di una professionalità spaventosa (non solo la tipa mi chiama per nome ripondendo al telefono, ma ha anche prenotato il lettino per Filippo senza che glielo chiedessi....).

Insomma, il risultato è che ci troviamo a Sweetwaters, un area di conservazione privata, in un campo tendato più abbordabile di un lodge (un po' più, non una follia...) e sicuramente più divertente per i bambini.

E in più si trova sull'Equatore.



La nostra tenda dà su una pozza d'acqua dove ovviamente arrivano un sacco di animali e Filippo e Sveva stanno impazzendo tra uccellini multicolore, un marabù che staziona regolarmente fuori dalla sala da pranzo con uno sguardo quasi umano, antilopi, waterbuks e una marea di facoceri.

 
I facoceri sono stati i primi animali che abbiamo visto entrando nell'area e dopo ventiquattr'ore non ci facevamo nemmeno più caso (a parte la Sveva che ogni tanto gridava un bufalo!).







Gli americani della tenda accanto, mentre stavo addormentando Filippo, compito non facile in una tenda, hanno fatto un tale casino, sbraitando cose tipo o mio Dio, o mio Dio guarda ce ne sono tre!, che quando sono finalmente riuscita a deporre il pupo nel lettino, sono uscita di corsa con la macchina fotografica aspettandomi per lo meno tre leoni.

Erano facoceri. E probabilmente i vicini di tenda sono di New York.

Ad ogni modo, stamattina, a dispetto di tutti quelli che ci suggerivano caldamente una guida per poter vedere i leoni, abbiamo incontrato prima una leonessa da sola sotto un acquazzone, poi una giraffa con sopra un uccellino e infine

una cucciolata di leoni che giocava e si rotolava beata dopo il temporale.

Il campo tendato è davvero carino e i bimbi apprezzano.

Ci sono molte cose da vedere e noi resteremo altri due giorni quindi spero che ce la faremo, anche se quando Filippo decide di dormire è meglio dargli retta

o l'intera giornata diventa un delirio.
Adesso il pupetto dorme e Sveva e papà sono andati a farsi un giro al santuario degli scimpanzé.

Ovviamente senza macchina fotografica, quindi non posso documentare, ma credo proprio che ci torneremo domani...

Starsene seduti fuori dalla tenda a guardare il laghetto e tutti gli animali che vengono ad abbeverarsi, senza bimbi intorno e possibilmente senza vicini americani urlanti, mi dà veramente il senso di quell'Africa che voglio esplorare.

Certo, non è Africa selvaggia, noi non siamo pionieri né tanto

meno Karen Blixen e sono consapevole che mi trovo in un campo tendato che appartiene ad una catena di hotel di un certo livello, ma credo che togliersi di dosso l'etichetta di espatriati e meglio ancora non fare cose da espatriati, sia un po' difficile.

Per lo meno fino a che non riusciamo ad agganciare un giro di non espatriati.

Ma ci stiamo lavorando....

domenica 21 agosto 2011

Safari

Fino a che non ho fatto il corso di swahili all’università, taaanto tempo fa, credevo che safari fosse quella cosa da depliant turistici, un tempo da fare con i fucili per far tornare a casa i turisti soddisfatti con un trofeo, poi con macchine fotografiche dagli obiettivi che ricordavano i fucili e con trofei meno complicati da conservare.
Andiamo a fare un safari. Ohh, immediatamente mi venivano in mente jeepponi, cappelli coloniali e tenute kaki, campi tendati e cose simili.

La nostra tata è andata a fare un safari.

Per tornare a casa dalle sue bambine, su un torpedone scassato che ricorda una gigantesca lattina colorata, affollato, e che ci mette circa 24 ore per fare tre, quattrocento chilometri. E dorme in torpedone, la tata, non nel campo tendato con il falò e l’antilope ad arrostirsi sopra.
Safari in swahili vuol dire semplicemente viaggio.
L’unica altra parola di swahili che ricordo dal corso all’università è jambo (non jumbo, quello è un aereo) che è il saluto quando si incontra qualcuno.

Anche noi siamo andati a fare un viaggio, non in torpedone ma in fioristrada che è più comodo e senza campi tendati ma lodges, anche quelli più comodi, sia del torpedone che dei campi tendati.

La prima tappa del nostro safari è stato il lago Nakuru, il lago dei fenicotteri, lungo la Rift Valley a nord-ovest di Nairobi.
Per fare prima, perché ancora non abbiamo le idee chiare su cosa abbiamo intorno, perché Felix era in Somalia al momento di prenotare, perché stiamo invecchiando e diventando pigri, perché…non so perché, ci siamo rivolti ad un’agenzia di viaggi ( Sunworld Safari, ottimo servizio, non a caso hanno qualche derivazione teutonica...) che ci ha prenotato due notti in lodges per ciascuna tappa.

Al lago Nakuru il lodge era il Sarova Lion Hill che già il nome rende l’idea, no? Superservizio, superbuffet, spettacoli ad uso turistico ogni sera, zanzariera scenica anche se non ce n’era bisogno (è inverno, è su un altopiano…), in più si trova all’interno del parco e ci si deve muovere in fioristrada per dare la caccia agli animali.

Noi non abbiamo una macchina fotografica con obiettivo-fucile, ma comunque di tutto rispetto (se le foto vengono male è colpa nostra, insomma…); peccato che non troviamo più il caricabatteria (speriamo sia nel container; lo scopriremo giovedì quando arriva) e che la batteria abbia deciso di terminare l’onorato servizio il primo giorno di safari!
Ad ogni modo, abbiamo avuto due giorni con sole e pioggia, agli estremi come abbiamo imparato può succedere spesso e volentieri qui in Kenya, abbiamo girato tutto il parco, circumfioristradato il lago, visti tutti gli animali che elencava la guida, rinoceronti bianco e nero, giraffe, babbuini, waterbucks, waterbuffaloes e naturalmente fenicotteri, ma non il climbing lion che rimane per la prossima puntata.

Ci siamo anche fatti riconoscere immediatamente al primo pasto quando Filippo si è quasi strozzato con un pezzettino di mela ed il suo salvataggio (del pezzettino di mela) è diventato un’esperienza di gruppo dell’intera sala da pranzo ed ha talmente impressionato sia ospiti che personale che chiunque ci incontrasse dopo chiedeva sta meglio il piccolo?

Il piccolo, passato lo spavento iniziale, ha ricominciato a mangiare come un bufalo, in quantità e qualità, anzi no, forse il bufalo mangia meglio…

Ultima nota sul Sarova Lion Hill; la porta del bagno, in camera, ha una specie di griglia fatta come una persiana, nella parte bassa. Ovviamente non ci si vede attraverso proprio perché è fatta a persiana ed è in basso. Ma non abbastanza in basso per uno gnomo dell’altezza di Filippo che regolarmente, quando qualcuno era in bagno, si affacciava alla persiana e cominciava a salutare come fa in questo periodo Hi, hi

Divertentissimo, specialmente per chi era in bagno.

La seconda tappa della nostra prima vacanza familiare in Kenya è stato il lago Naivasha, a metà strada tra Nakuru e Nairobi. E qui, visto che non c’è un parco intorno e soprattutto è disponibile un servizio di babysitting, abbiamo optato per il relax completo, rimanendo nel lodge tutto il tempo.
Il lodge in questione è il Naivasha Simba Lodge, una meraviglia di relax con piscina, playground e babysitter appunto, spa (non eccezionale devo dire), ma soprattutto vista animali.
Il balcone dà (nel senso che Filippo riesce a scappare dalle inferriate!) su un pratone pieno di acace dove pascolano liberamente antilopi e waterbucks e, oltre una recinzione che quasi non si nota, galoppano zebre e giraffe fino alle sponde del lago Naivasha dove tra i papiri nuotano gli ippopotami e svolazzano pellicani e varie altre specie alate.

A proposito di Ippopotami; Sveva continua ad andare in giro dicendo a tutti this is Pippo Hippo, indicando Filippo, ma nessuno coglie il gioco di parole e sorridono tutti per gentilezza guardando il biondo gnomo e chiedendosi cosa abbia a che fare con gli ippopotami…

Sveva ha trovato due amichette qui; Nathalie, della camera accanto, i cui genitori ci hanno presi per tate e senza neanche presentarsi o meno che mai ringraziarci, ci hanno mollato la loro pargoletta senza apparenti problemi di coscienza (scuola di pensiero hakuna matata, direi) e Purity, che ci è voluto un quarto d’ora solo per capire il nome.
La cosa bella è che Sveva, con un vocabolario inglese di massimo quindici parole, riesce già a dirigere tutto e parlare in continuo….Radio Sveva English Edition!

A proposito di lingue, tra una settimana inizieremo ufficialmente con il tedesco; il 29 agosto sarà il primo giorno di scuola per Sveva….

Bene, domani finisce il nostro safari e si ricomincia con la vita di Nairobi (nairobina? nairobense?). Inizieremo subito martedì a metterci le mani nei capelli quando scopriremo che i lavori al castello, che ci hanno giurato sarebbero stati terminati venerdì scorso, non sono stati neanche iniziati e di conseguenza la tabella di marcia non sarà rispettata e alla fine della settimana, quando dovremo andare via dalla casa di Lakeview, dovremo farci un’endovena di hakuna matata per evitare di commettere qualche reato penalmente perseguibile.

domenica 10 luglio 2011

Come non imbucarsi ad una festa

Non ho mai avuto una Mercedes.
Ho una FIAT 500 e ho avuto una FIAT Uno. In fondo non ho mai avuto qualcosa di diverso da una FIAT, quindi questa sarebbe una capitolazione, con grande gioia di Felix ovviamente.
Non è che abbia visto tante FIAT qui in giro comunque...
Martedì pomeriggio andiamo a vederla e se va tutto bene la prendiamo, insieme ad una lavatrice, quasi ugualmente importante vista la velocità alla quale i bimbi si rotolano nella terra rossa africana.

Ieri abbiamo sfruttato l'ultimo giorno della prova di Leni e le abbiamo riservato il meglio: sola con Filippo quasi tutto il giorno e noi tre ce ne siamo andati allegramente al Village Market (che sarà la mall più vicina a casa, quindi dobbiamo conoscerla bene, no?). Ovviamente ne abbiamo approfittato per fare un brunch all'Art Café che è il posto più occidentale che ho visto fin'ora, dove ci si sente veramente come se non fossimo in Africa, ma è taaaanto buono!

La sera abbiamo preso al volo l'occasione ed abbiamo comprato alcune cose dalla vicina di casa che parte tra due settimane (è un periodo di partenza in generale; ci sono almeno tre traslochi nel compound). Credo però che l'occasione l'abbia presa lei visto che ci ha venduto mobili IKEA come se fossero nuovi (tenuti bene, va detto, ma comunque usati!!). In fondo siamo noi scemi che ce li siamo comprati, ma ci piacciono e poi visto che IKEA qui non c'è, ne sentivamo la mancanza.....E noi che siamo scappati in Africa anche per deikeizzarci!!

Scoperta del giorno: UNKLESA, un'associazione che si propone di aiutare i partner (generalmente le mogli...) degli espatriati che lavorano per le Nazioni Unite in Kenya. Capito voi che abitate sul Lago ed avete seguito i mariti rinunciando al vostro lavoro e facendo i salti mortali per non diventare casalinghe disperate?? Qui in Kenya, in Africa, esiste un'associazione che voi nemmeno ve la sognate! Non a caso la Commissione non ne fa parte....
Ovviamente mi farò un giro da quelle parti, anche se appunto so di non rientrare nel traget...

Stamattina Filippo non ha minimamente accennato a modificare le sue abitudini, nemmeno per pietà dei poveri genitori che ieri sera alle 9.30 erano già distrutti. Si è svegliato come al solito alle 6.30.

Quindi tutti giù dal letto e via a fare colazione.
In questi giorni Sveva mangia solo due cose, una è il frutto della passione, cosa sana di cui siamo molto contenti e la seconda sono i Cheerios. La prima volta che mi ha detto che voleva gli anelllini con il miele le ho chiesto come li conoscesse e lei mi ha risposto li ho mangiati da Silvia, lei li mangia sempre a colazione.... Grazie Silvia!

Dopo siamo partiti alla volta del Nairobi National Park, dove si possono fare safari in macchina, ma anche un walking safari che ci sembrava una bella idea. Putroppo siamo arrivati lì ed abbiamo scoperto di aver dimenticato il foglio che dice più o meno che siamo residenti che ci dava diritto a pagare circa tre euro di biglietto invece di venti dollari a testa....Visto che nella zona c'erano anche altre cose interessanti, beh, abbiamo optato per le altre cose interessanti....

Ma la cosa importante è che fin lì ho guidato io!! Devo dire che da quando Steven, l'autista mi ha dato due dritte sul cambio automatico, la cosa è nettamente migliorata (e poi la Mercedes ha il cambio automatico, quindi devo imparare...).
Insomma, alla fine siamo finiti al Mamba Village, che oltre ad essere un resort con un sacco di cose da turisti, ospita alcuni animaletti interessanti come quelli qui accanto (quelli nella foto sono dei bambini; hanno solo tre anni e sono davvero piccolini....).
La Sveva ormai lanciatissima li ha anche accarezzati più volte, mentre Filippo tra un po' ne prendeva uno in mano e cominciava  a sbatacchiarlo per terra....menomale che il guardiano ha salvato il coccodrillino!
Silvia, ancora ai leoni non ci siamo arrivati, ma mi sa che hai ragione, Filippo gli tirerà la coda!


Nel complesso c'erano anche le tartarughe (grandissime...le ultime tartarughe che ho visto dal vivo sono quelle di Eugen e stavano sul suo terrazzo, sul tappetino di erba finta e forse non erano nemmeno tanto vive...)

Altre bestioline presenti erano gli struzzi (Mamma, va bene se uso un solo fegato di struzzo al posto dei trecento grammi di quello di pollo per i crostini toscani? Magari scopro una nuova ricetta...), i pavoni che non mi sono nemmeno data la pena di fotografare poverini, e la giraffa reticolata (credevate che di giraffe ce ne fosse un tipo solo eh? E invece no, qui ce ne sono di tre tipi: la Rothschild che abbiamo visto lo scorso fine settimana al Giraffe Centre, la Reticolata o Somala che a me piace di più della prima e la Masai, che non abbiamo ancora visto).
Dopo i vari animali ci siamo concessi un giro alle giostre molto africane del Mamba Village (con prezzi europei chiesti però in stile africano: appena scesi dalla giostra, sorriso a Sveva e sussurro alla mamma 200 scellini, né grazie, né per favore e ovviamente niente cartelli alla giostra....mi ci devo abituare e suprattutto capire se il biglietto lo chiedono a tutti e se costa uguale, ma mi sa di conoscere già la risposta...).

Dopodiché ci siamo fatti tentare dal profumino che arrivava dalla zona pappa dove stavano arrostendo più o meno un branco di capre e ce ne siamo fatti dare una spalla (pollo per i bimbi e menomale perché la capra era buona, ma un po' duretta...).

Rientro un po' più trafficato dell'andata (e menomale non ho guidato!) ed ho cominciato a capire qual'é l'incubo ricorrente di Felix...
Vabbé, va capito povero, l'aria che respiravamo fin'ora al massimo diventava irrespirabile quando i Robustelli concimavano (naturalmente) i loro campi illimitati....provate un po' voi a ritrovarvi di colpo con tutti questi tubi di scappamento ognidove, bloccati nel traffico e senza possibilità di svicolare (anche perchè ancora tutte le volte che vogliamo mettere la freccia parte il tergicristallo...).

Ad ogni modo lungo la strada ci sono anche cose divertenti che potrebbero fare arredamento secondo me...

Ultima nota della giornata. Il pomeriggio o del sabato o della domenica troviamo sempre una festa di compleanno al compound dove ovviamente ci imbuchiamo.
Questa domenica la festa era veramente divertente, con l'animatore, il clown, dolci stile americano con glasse fosforescenti e debordanti di cioccolato (ho scoperto una cosa favolosa fatta a base di rice crispies tenuti insieme da una roba appiccicosa che potrebbe anche essere latte condensato e ricoperta di ciliegine candite rosso lampeggiante...chi ne sa qualcosa me lo dica per favore...). 
La grossa differenza rispetto alla festa dello scorso fine settimana è stata che io e la Sveva eravamo davvero le uniche cose pallide (dopo i rice crispies) e quindi non è stato possibile imbucarci senza farci notare. In più appena arrivate l'animatore ci è venuto incontro chiedendo a Sveva se voleva giocare e ci hanno sgamato subito tutti....

Dopo l'imbarazzo iniziale la Sveva è stata spinta (leggi minacciata) ad integrarsi in più modi, ma anche aver vinto un gioco non è riuscito a fare il miracolo....L'unico momento in cui non stava attaccata ai tacos o alle gambe della mamma era quando doveva andare in giro a cercare caramelle e ciuccialecca (ndr leccalecca), cosa che poteva fare benissimo in solitario e senza dover necessariamente comunicare.

Vediamo se alla prossima festa da imbucati va meglio!

lunedì 4 luglio 2011

Giraffe e cambio automatico

Oggi siamo stati a vedere le giraffe del Giraffe Center. Devo dire che mi aspettavo un parco di una certa grandezza, ma credo di essere stata fuorviata dalla presenza massiccia di turisti americani, per cui mi aspettavo qualcosa con camminate, punti di osservazione, shops, ristorante e tutto il resto. Invece è un centro piccolino in cui la cosa più grande è comunque lo shop, con una torretta ad altezza giraffa da cui si possono dare da mangiare dei trucioli di non so che (sembravano pellets tanto per rendere l'idea...) di cui le giraffe vanno evidentemente golosissime. Ci ho provato una volta sola a nutrirle perchè dopo il primo pellet e la scia di bava che mi è rimasta sulla mano ho capito che non era cosa per me. La Sveva invece ci ha preso la mano lentamente, ma poi non la staccavamo più (dalla bava....). Unico incidente quando una delle tre giraffe le ha dato una testata; ci hanno spiegato dopo che è meglio non stare troppo vicini, specialmente se non si ha intenzione di nutrirle!! Comunque non è stata una cosa grave perché ha ricominciato quasi subito a farsi leccare le mani dalla lunga lingua scura delle giraffe.
Nel frattempo è passato anche un facocero che proprio bello non è, ma sembrava simpatico...

Ma l'evento della giornata per me è stato la prova di guida. Guidare a sinistra è facile (a parte che tutte le volte che volevo girare partiva il tergicristallo...), guidare sulle strade di Nairobi è fattibile (grazie, di domenica!), ma guidare con il cambio automatico è un delirio!! Non so esattamente cos'è, ma qualcosa mi manda in confusione; cerco continuamente la frizione e automaticamente inchiodo. Insomma, io ho una FIAT 500 del '73, la guido con la doppietta e ne sono fiera, sono all'antica, tradizionale...questa cosa del cambio automatico non fa per me!
Il problema è che la seconda macchina che dovremo comprare sarà con molte probabilità con il cambio automatico. E' la modernità, l'evoluzione della specie....sono retrograda e fiera di esserlo, ma ho paura che sia una lotta impari.

Dopo il Giraffe Center, Filippo si è addormentato in macchina (d'altra parte, il centro è praticamente a Karen, dall'altra parte della città....), quindi siamo rientrati a casa, anche perchè era prestino per il pranzo, ed abbiamo aspettato che il principino si svegliasse per poi uscire di nuovo alla volta del Sarit Center, un centro commerciale qui vicino, dove abbiamo pranzato (indiano per gli adulti e pizza per i bambini che alla fine hanno mangiato riso indiano e naan e la pizza ce la siamo portata a casa....), trovato un paio di scarpe nuove per Filippo (da Bata per circa cinque euro!), preso una mappa nuova di Nairobi in cui per un pelo rientra anche la strada della nostra nuova casa (e poi dall'ufficio di Felix continuano a sostenere che non è lontano....) e comprato una nuova scheda sim per connettersi con la chiavetta visto che a lavoro Felix non è ancora connesso per ragioni puramente commissioniche, come tutte le altre che ci stanno condizionando la vita in questi mesi.
Tutto questo entro le 14.

I tempi qui sono davvero differenti e Filippo ha smesso di dormire le sue belle tre ore pomeridiane....menomale che domani facciamo la prova con la babysitter che potremmo assumere nella nuova casa!