martedì 26 luglio 2011

Ghe pensi mi

Everything in Nairobi is about knowing the right people.

Questo me l'ha scritto mezz'ora fa la persona che stamattina alle 7.56 mi ha mandato un email con i riferimenti di una casa temporanea disponibile.
L'annuncio diceva Lakeview come zona. 
Io ho messo Lake view su Google e mi sono ritrovata il segnalino su un'area che proprio ieri sera Felix mi aveva indicato come pericolosa dopo l'incontro che ha avuto con l'incaricato della sicurezza.

Ieri ho passato buona parte della serata a guardare siti di sitemazioni temporanee che andavano dall'hotel Sankara con la sua suite base a 45mila dollari per un mese (inizialmente avevo letto meno zeri e mi sembrava abbordabile tutto sommato...) al Mannonite Guest House, dall'aspetto molto più africancoloniale ma con il grosso handicap che le colazioni vengono servite a partire dalle 7.30, cioé più o meno un'ora troppo tardi per tenere buono il leoncino feroce che essendo nato vicino alla Svizzera evidentemente ne ha risentito e sugli orari non transige, nemmeno si fosse ingoiato un orologio a cucù.
Il risultato è stato che sono andata a letto decisamente demoralizzata e con una gran voglia di scambiare due paroline con Mama Africa. Prima di crollare a dormire però, quando la tipa da cui abbiamo comprato la mercedes mi ha scritto che non riusciva  a risolvere i problemi con il ministero dei trasporti e che non era sicuro che riuscisse a lasciare il paese il primo agosto e lasciarci contemporaneamente la macchina (già pagata per intero, ripeto per chi se lo fosse perso), le ho risposto che non era proprio la giornata per sentire di altri problemi e che non volevo nemmeno sapere se ce n'erano perché avevo già fatto il pieno quotidiano.

I più attenti di voi sapranno che la persona in questione, già citata in altri post , lavora per UNKLESA che tra le altre utilissime cose si occupa di relocation, cioé di sistemare i nuovi arrivati a Nairobi (casa, macchina, documenti, personale a casa, amenità varie). 
La persona in questione è anche una di quelle superefficienti e sveglie che connettono le cose prima ancora che voi glielo chiediate.

La persona in questione stamattina mi ha mandato il messaggio delle 7.56 con l'indicazione della casa temporanea disponibilie a Lakeview e che io ho cassato alle 8.49 fidandomi del fatto che Lakeview e Lake view fossero la stessa cosa.
Ovviamente non lo erano e menomale che Felix mi ha messo il dubbio. Sapete quel modo simpatico quando una crede di sapere tutto e il marito dice lentamente Sei sicura? e lei risponde stizzita Certo! Cosa credi, che non sappia fare una ricerca su Google? Mica sono deficiente! (questo non l'ho detto, perché non volevo dargli il diritto di replica...).
La seconda ricerca su Google ha evidenziato chiaramente che non sapevo fare ricerche su Google e che Lakeview non era la stessa cosa di Lake view.
Capito quindi che la cosa era di nuovo in ballo, ho richiamato la persona del messaggio delle 7.56 e le ho detto di essere interessata alla casa e lei mi ha prontamente messo in contatto con la sua collega (visto che lei in quel momento si stava occupando del problema della mia macchina...) che ho chiamato subito e mi ha detto che mi avrebbe messa in contatto a sua volta con una vicina di casa della proprietaria che mi avrebbe fatto visitare la casa. 
Ho spiegato che nella situazione in cui ero, la casa, la villa, il tugurio, qualunque cosa fosse l'avrei presa, ma lei ha gentilmente insistito perché mi mettessi in contatto con la vicina di casa.

Verso l'ora di pranzo, non avendo sentito ancora niente e non volendo passare per la solita stressata, ho mandato un timido SMS ricordando che mancavano tre giorni e poi eravamo in balìa degli eventi e dovevamo solo ripeterci come un mantra hakuna matata e forse le cose sarebbero andate a posto da sole.
Nessuna risposta dopo un'ora, che giustamente era l'ora di pranzo, quindi le ho lasciato il tempo di digerire. 
A lei sì, ma a Felix no e per la prima volta mi ha stupito non reagento con la solita calma (tranquilla, dai che si sistema tutto! La versione felixiana di hakuna matata insomma...), ma invitandomi caldamente a richiamare la tipa per avere il numero della vicina.
Menomale (ma perché due volte in un giorno ha avuto ragione lui?!) perché la tipa mi aveva mandato un SMS che non avevo ricevuto (PS: non so perché sul numero locale a volte ricevo, a volte non ricevo, a volte riesco a chiamare l'estero, a volte non riesco a chiamare l'estero...hakuna matata comincia dalla simcard!).

Bene, a quel punto, annotato il numero della vicina e saputo tra parentesi che anche qualcuno della Banca Mondiale era interessato alla casa, ho ringraziato velocemente e chiamato immediatamente la vicina. 
Ho cercato di non apparire disperata, ma quando mi ha detto può passare quando vuole, ho risposto ORA prima che finisse la frase.
Quindi, Sveva al seguito, cartina aperta sulle ginocchia, mi sono messa in cammino per Lakeview, non Lake view, e ho trovato la casa alla prima (sto diventando una bussola...per anni mi sono persa per andare a Gavirate e tra un po' faccio la tassista a Nairobi. Ok, tra un po'...).

La vicina è stata molto carina, mi ha fatto vedere tutta la casa anche se dal cancello continuavo a ripetere la prendo
Mi ha dato anche un sacco di dritte su un sacco di cose che spaziavano dal dove comprare formaggi francesi (è francese sia lei che la proprietaria della casa) a quale provider è migliore per la connessione internet.

Domani Felix passa a farsi spiegare dal marito della vicina cose che le donne sono assolutamente incapaci di capire, tipo come funziona il generatore (quelle cose che anche se le capiamo e per caso una volta non funzionano, i mariti ti fanno sentire come se fossimo delle complete deficienti) e venerdì trasloco.

La chicca della giornata è stata quando il capo di Mama Africa al quale avevo inoltrato prontamente alle 9.01 il messaggio delle 7.56, snobbato alle 8.49, al quale lui ha risposto hakunamatatamente alle 10.28, mi ha dato il suo benestare per la casa dal punto di vista della sicurezza e mi ha chiesto en passant se non avevo per caso un'altra casa a disposizione per una collega di Felix che si trova nella stessa situazione nostra. 
Gli ho dato tutti i contatti possibili ovviamente perché come dice la persona in questione che ci ha venduto macchina (pagata e non ancora ricevuta), la lavatrice (idem) e trovato la seconda sistemazione temporanea, everything in Nairobi is about knowing the right people.

lunedì 25 luglio 2011

Hakuna matata

Lo scorso lunedì, una settimama fa, una signora dell'ufficio, che tra le altre cose si deve occupare della nostra sitemazione, mi ha accolta con un abbraccio, dicendomi che lei era come una nuova mamma per me e che non mi dovevo preoccupare di niente, Hakuna matata, perchè tutto sarebbe andato per il verso giusto.

Il suo collega, un signore molto gentile e all'apparenza competente, mi ha assicurato, sempre lo scorso lunedì, che per terminare i lavori necessari nel castello a noi assegnatoci alla periferia di Addis Abeba, aveva bisogno di una settimana circa e che quindi il trasferimento nel castello, previsto per questo venerdì (tra quattro giorni, ndr) non presentava problemi.

Nel frattempo, visto che non ci era stato possibile dire no alla proposta del castello, ci siamo organizzati per la scuola dei bambini, abbiamo trovato la tata e promessole che da venerdì avrebbe avuto un tetto sulla testa, contattato i traslocatori che hanno prontamente inviato il container che sarà a Mombasa il 16 agosto e, passati controlli di routine che dovrebbero prendere una settimana/dieci giorni, arriverà prima della fine di agosto e comprato lenzuola, coperte, piatti, bicchieri, tazze, pentole, tutto doppio perché non potevamo abitare in una casa vuota per un mese.
Ieri stavamo per comprare il letto per la tata, ma non abbiamo avuto tempo (il letto per la tata non rientra nella dotazione del castello).

La signora Mama Africa, salutandomi, mi ha ripetuto Hakuna matata, rilassati, sei in Africa, non fare l'europea stressata. E io mi sono sentita la solita viso pallido stupida che non ha capito niente della vita.

Oggi, ci dicono dalla regia, che stanno cercando di trovarci (CERCANDO DI TROVARCI) una sistemazione in un albergo, magari due camere che si sta più larghi e che putroppo tutti i residence ammobiliati ormai sono occupati. Dovremmo stare in questa sistemazione provvisoria (sempre che la trovino, visto che a quattro giorni stanno CERCANDO) per un mesetto. DovreMmo, non dovremo.

Ora, io ho fatto la figura dell'europea stressata con Mama Africa perché le ho detto due o tre volte (tre probabilmente...) che preferivo fissare subito una sistemazione piuttosto che scoprire all'ultimo che la casa non sarebbe stata pronta.
E mi sono sentita pure stupida!

Il mio piano B in questo caso era farmi sistemare al Tribe, hotel di lusso nei pressi di Village Market, la zona che LORO hanno selezionato per noi.

Hakuna matata, ora chiamo io e CERCO DI PRENOTARLO.

domenica 24 luglio 2011

Out of Africa

Abbiamo passato un fine settimana a Karen, il sobborgo di Nairobi dove c'è la casa di Karen Blixen e che prende appunto il nome da questo. 
Avendo visto il film (quello con Meryl Streep e Robert Redford, ricordate?), mi ero messa in testa che la casa fosse gigantesca ed è stato buffo scoprire che non è così.
Poi ho scoperto perché; per fare il film non hanno usato la casa originale, ma ne hanno costruita una di dimensioni americane....
Però molto fedele all'originale.
La visita alla casa di Karen Blixen vale la pena, soprattutto se vi è piaciuto il film e la storia. Dopo la visita, comunque abbastanza lunga, con una guida molto carina e divertente, ci siamo farmati qualche traversa più in là, alla fabbrica delle perle  di terracotta Kazuri, una marca che avevo notato nelle varie shopping mall, ma non avevo capito fosse di qui. E' una fabbrica fondata da Susan Wood, moglie di Michael Wood, il fondatore di Flying Doctors in Africa dell'est e poi AMREF (una famiglia di fondatori, insomma).
Vedendo le collane di Kazuri nelle shopping mall avevo pensato Ecco un'altra cosa da turisti. In effetti sono collane e oggetti di terracotta che i locali non credo comprino, ma fare un giro nei laboratori e scoprirene la storia è stata davvero una sorpresa.
La fabbrica impiega attualmente circa 300 donne per creare i gioielli e altri oggetti e sono tutte o ragazze madri o donne marginalizzate alle quali viene insegnato un lavoro e riescono così a guadagnarsi da vivere. 
 
La gita a Karen di sabato (bimbi con la tata ovviamente!) si è conclusa poco più in là, al Karen Blixen Coffee Garden, una roba da turisti che però vale la pena.
Il succo di mango era fantastico (ma dove non lo è qui? Ormai bevo solo succo di mango fresco....) e il cibo davvero buono. Il giardino piacevole e il servizio di un buon livello...peccato che fossimo accerchiati da tipi veramente ciccioni che hanno trangugiato, senza battere ciglio, cose tipo ostriche seguite da costolette di maiale caramellate accompagnate da patatine fritte....
Dei veri gourmet insomma!
Eravamo quasi sicuri di poter assistere alla scena disgustosa dei Monty Python in cui il ciccione scoppia quando il cameriere gli offre la mentina a fine pasto. Per fortuna la scena non c'è stata e noi abbiamo conservato un buon ricordo!

Domenica gita di famiglia e tanto per essere originali siamo andati a Karen (le case lì sono stupende, ma pare che non rispettino molto i soliti criteri di sicurezza imposti dalla commissione...).

La meta questa volta è stato il David Sheldrick Animal Orphenage, l'orfanotrofio degli elefanti e rinoceronti (e qualche scimmietta libera come queste due che ci hanno accolto all'entrata...).
La fila era notevole, dovuta principalmente ad una serie di torpedoni di turisti americani (no, non erano torpedoni, ma mi piaceva la parola, mi ricorda il fumetto dei Peanuts dove l'ho letta la prima volta!) che stanno cominciando a diventare davvero fastidiosi...

Però valeva la pena vedere questi piccoli elefantini (piccoli, insomma, se ti danno un pestone fanno comunque male!) bere il latte (di chi? mi ha chiesto la Sveva) da un biberon gigante.

La Sveva è riuscita ovviamente ad accarezzare anche gli elefantini ed è convinta che la cartolina che le hanno dato per ricordo sia proprio quella dell'elefantino che ha accarezzato, anzi è proprio perché l'ha accarezzato che gliel'hanno data.

Lungo la strada il papà, orgoglioso del suo fioristrada e del fatto di poter mettere la quinta fuori dal traffico, non si è accorto di un dosso e l'ha preso un po' veloce.
La Sveva preoccupata ha chiesto Hai pestato una persona, papà?
Ma no, le ha risposto il papà, se mettiamo sotto qualcuno ci mettono in prigione!
In prigione? A pane e acqua? ha chiesto lei ancora più preoccupata.
(non so quando è iniziata questa storia, ma ormai la Sveva associa la prigione a pane e acqua, a volta pane duro e acqua sporca...) ha confermato rassegnato il papà.
Il pane fa ingrassare, ha urlato la Sveva preoccupatissima, poi ci allarghiamo e non usciamo più dalla prigione!

Non fa una piega, no?

La sosia...

Quando ero alle elementari, un giorno tornando a casa mamma mi chiese 'Ma sei stata in gita con la scuola oggi?'. Non ero stata in gita e ovviamente chiesi il perché di quella domanda. Mamma mi disse che il babbo mi aveva vista su un autobus, ma evidentemente aveva visto male una bambina che mi doveva assomigliare molto. Una sosia disse mamma ed io scoprii quella nuova parola che mi parve carina, come mi parve carino il fatto che da qualche parte nella mia stessa città ci fosse una bambina uguale a me.

Poi negli anni mi sentii ripetere la storia che qualcuno mi assomigliava, ma non molto di frequente e dopo aver saputo la leggenda che al mondo ognuno ha circa sette sosia, la cosa mi parve ancora più normale.

Oggi, a Nairobi, due persone non legate apparentemente tra di loro se non per il fatto di essere nello stesso ristorante lo stesso giorno, mi hanno detto di avermi già vista in questi mesi qui.
Ora, io sono arrivata nemmeno un mese fa e sentirmi dire che c'è una mia sosia qui mi ha fatto un po' effetto.

Avendo un nome non molto comune, le volte che mi sono trovata davanti una che si chiama come me, mi ha fatto davvero un effetto strano. Non riesco ad immaginarmi come potrebbe essere trovarmi davanti alla mia sosia qui a Nairobi, dove i visi pallidi spiccano particolarmente e alla fine si ritrovano tutti.

Non so bene, ma la prospettiva ha un che di inquietante....

sabato 23 luglio 2011

La notte porta consiglio

Ho letto un po' di tempo fa, non ricordo più dove, che quando uno si sveglia nel cuore della notte e non riesce a riaddormentarsi dopo più di mezz'ora, quaranta minuti, si deve alzare, farsi una camomilla, leggere o fare qualcos'altro di rilassante, ma è assoloutamente inutile e controproducente starsene a letto a rigirasi da una parte all'altra.
Bene, non l'ho mai fatto perché mi faceva troppa fatica alzarmi e farmi una camomilla e soprattutto perchè pensavo che il giorno dopo l'avrei scontata con gli interessi, perché è noto che quando la mamma ha sonno ed è cotta è quello il giorno in cui i figli faranno più casino di tutti.

Verso le 3.30 stanotte Filippo ha lanciato un urlo e io da brava mamma premurosa sono scattata su come una molla e sono andata a controllare: aveva perso il ciuccio, il cucciolo!
Ciuccio è una delle tre parole fondamentali che a quasi due anni sa dire, insieme a pappa (che porebbe essere confuso a volte con papà, ma vi assicuro che lui intende cibo) e ancora, generalmente detto quando il piatto è vuoto.
Filippo ha capito la vita; mangia come un bufalo e dorme e quando c'è qualcosa che non va basta un urlo e la mamma scatta.
Tipico maschio italiano insomma.

Ho provato per quasi un'ora a riaddormentarmi e poi ho deciso di tentare e mettere in pratica il suggerimento.
A metà e male, ne sono sicura, perché non mi sono fatta la camomilla (dovrei scendere al piano di sotto, ma più che altro fare rumore per aprire il safe heven, il cancello che isola il piano più alto dove stanno le camere da letto e che ci mette al sicuro da eventuali incursioni notturne...in un compound dove c'è un livello di sicurezza esagerato e ci sono più guardie a giro che residenti; tanto per dire, l'altra sera avevo lasciato le luci della macchina accese e una guardia ha suonato per avvertirci). 
Non mi sono nemmeno messa a leggere per non accendere la luce e svegliare anche Felix.
Mi sono messa a fare la cosa che dicevano di non fare: stare davanti al computer che effettivamente sveglia ancora di più.
Però sto ascoltando Nick Drake che è molto rilassante, ma non credo basti.

Il fatto è che non sono più stanca.

L'effetto altitudine e cambio di clima è passato (cambio di clima per ridere; qui dovrebbe fare freddo in inverno e pare che sul Lago piova a dirotto e sia l'estate peggiore!), il superlavoro di stare dietro alle piccole pesti tutto il tempo lo fa qualcun'altra (dalle 9 alle 5 che non è tutto il tempo, ma vi assicuro che fa una differenza incredibile!), quindi io non ho altro da fare se non riposarmi!
Un attimo, qualcosa faccio anche io, ma sono attività rilassanti se comparate al superlavoro sopracitato e dimostra che il mio stato prostrato di depressione strisciante e malumore costante, sottolineato da un totale abbandono del mio aspetto fisico, era dovuto, oltre che al tempo umidiccio del Lago, anche al superlavoro. 
Non sono fatta per fare la supermamma 24 ore al giorno e questa è una conferma!

Tra le attività di questa settimana:

Supervisione dei lavori in casa nuova. Come se fosse casa nostra e soprattutto in ristrutturazione! La supervisione è consistita in: a) arrivare alla casa da sola, sbagliando strada ovvimente e finendo in periferia (come se Runda non fosse già da quelle parti o come dice Felix più vicina ad Addis Abeba che a Nairobi...), b) incontrare le persone della commissione che sulla carta dovrebbero seguire l'avanzamento della cosa e che vedevano lunedì la casa per la prima volta, prendendo appunti sulle cose da fare...a due settimane dalla data in cui dovremmo trasferirci lì, c) spiegare per la quarta volta al padrone di casa che non voglio che mi lasci le tende in affitto a 75 euro al mese perché non le uso (non so se sono io strana a non usare le tende o qui c'è un businness incomprensibile con le tende per cui pare quasi il pezzo più importante dell'arrendamento delle case...) e d) comprare finalmente le cose che ci serviranno nel primo momento in casa, in attesa del container, dopo aver comparato i prezzi di tutta Nairobi più o meno.
Adesso abbiamo tutto, persino una friggitrice (che come è noto è un bene di prima necessità) dataci in regalo dalla vicina di casa austriaca che ieri ha fatto il trasloco e voleva palesemente liberarsene, insieme ad una bottiglia di Aperol che non so perché l'ha fatta pensare a me (associazione di nazionalità? Quelle robe tipo pizza, mafia e mandolino?) ed un set per giocare a pelote per i bambini (Ma forse sono un po' piccoli no? Cresceranno e poi ce l'hanno nel sangue, siete italiani o no? Veramente io sapevo che il pelote è spagnolo! Vabbé, italiani, spagnoli, fa lo stesso...).

Sviluppo del senso del commercio. Test pratico presso due mercati masaai. Numero degli oggetti acquistati: ridicolo (cinque più un gentile omaggio), ma adesso ho un quaderno pieno di numeri di telefono e indicazioni su tutto quello che i masaai cercano di vendere ai turisti a Nairobi. In più mi sono fatta un sacco di amici; alla fine della prima mattina, al mercato del Westgate Mall, i venditori mi fermavano dicendo Adesso scrivi anche il mio numero e quello che vendo, voglio esserci anch'io sul tuo quaderno! Credo mi abbiano scambiato per una commercinate anche se ho spiegato un sacco di volte che non lo sono e che starò qui per qualche anno, quindi non sono disposta a pagare prezzi turistici sennò vado in fallimento subito e che insomma, mi considerino un viso pallido certo, ma almeno residente (e fa differenza, vi assicuro!).

Nuove amicizie. Il pacchetto di benvenuto di Raf includeva, oltre alla casa, la macchina, la tata e l'autista, anche le amiche. Il risultato è che Filippo ha già incontrato due volte la sua nuova amichetta Vivi che ha la stessa età e probabilmente andrà allo stesso asilo da gennaio (e che anche lei è per metà teutonica), Sveva domani è invitata alla festa di compleanno di Luca (già a sentire il nome le si sono illuminati gli occhi, visto che il suo grande amore dell'asilo sul Lago è Luca appunto. Quando ha incontrato il Luca di Nairobi che non ha quell'aria così mediterranea e non è più alto di lei, c'è rimasta un po' perplessa, ma poi mi ha confessato Sai mamma, in fondo è bravo anche questo Luca qui!) e io ho fatto conoscenza con le relative mamme e adesso ho un sacco di dritte che spaziano dagli ospedali/pediatri ai parrucchieri. In più ieri ho pranzato con Boyana, la tipa che ci vende la macchina (nel senso che noi gliel'abbiamo pagata per intero e lei ancora non ce l'ha data perché i documenti non sono pronti...ma noi ci vogliamo fidare!) e che lavora per l'UNKLESA, già citato in qualche post precedente, dove non ho assolutamente possibilità di entrare perché è solo per consorti di chi lavora per le UN, ma mi ha spiegato che esiste un altro network di volontarie che è invece aperto a tutte le altre consorti e che organizza moltissime cose (io che avevo snobbato il Club delle Donne d'Europa sul Lago....).

Cooking. Ahhh, finalmente ho così tanto tempo che ho ricominciato a cucinare. Non per la sopravvivenza, proprio a cucinare dico! Lo scopo che mi sono prefissa è adattare piatti classici alla disponibilità di cibo locale (per esempio, cucinandola ho capito che la sukuma è una parente nemmeno troppo lontana delle cime di rapa...magari adesso trovo delle orecchiette di tef e metto su un ristorante interculturale, tipo il Toscocina di Firenze). Come al solito ho esagerato, quindi adesso abbiamo in frigo roba per aprire appunto il ristorante, ma conoscendo i componenti della famiglia so che non mi devo preoccupare troppo.

Ciuccio, pappa e ancora appunto....magari riesco a fargli imparare per favore come quarta parola, almeno sarebbe un bufalotto con una sua educazione!

Intanto sta spuntando l'alba e il coro di uccellini africani sta prendendo vita.  Tra poco la luce vincerà la barriera delle tende e sveglierà Filippo che tirerà tutti giù dal letto (me no questa volta, olé!).....Penso di sapere a cosa servono le tende adesso! Dov'è che ho messo il numero del padrone di casa??


domenica 17 luglio 2011

Un'antolipe al Tribe

Sveva sta imparando un sacco di nuove parole: in inglese, in swahili e in svevese. Oggi cercava l'antolipe al Safari Walk del Nairobi National Park.
Alla fine abbiamo trovato il bongo (un tipo di antilope per l'appunto) e la Sveva ha gridato Mamma, guarda, la renna!

Ha le idee ancora un po' confuse, ma abbiamo raggiunto un compromesso e deciso che quando Babbo Natale porta i ragali in Africa usa l'antilope...

Nel Safari Walk si vedono anche altri animali: ippopotami, ghepardi, iene, rinoceronti, scimmie, lucertole (mica le lucertoline verdi che si vedono da noi.... queste sono belle panzute, marroni, e con una linea chiara che corre lungo tutto il corpo) e ..... leoni.
Ovviamente quando Filippo li ha visti siamo stati contenti che ci fosse un vetro di separazione che teneva al sicuro i leoni.

Siamo stati dei turisti fortunati perchè abbiamo assistito ad una bella sfuriata tra leonessa e leone (l'ha messo a tacere in due zampate!) a distanza ravvicinata e appunto Filippo avrebbe anche partecipato volentieri se non fosse stato per il vetro.

La camminata alla fine è stata lunghetta (o forse non siamo ancora abituati noi), ma i bimbi hanno retto bene e sembra proprio che gli piaccia la vita in mezzo agli animali. Insomma, siamo pronti per un safari vero!

Pranzo classico con (sane) patatine per i bambini e pezzo di capra arrosto per il papà. La mamma questa volta ha optato per una tilapia in padella che sembrava essere stata preparata sabato... della settimana passata!

Se ci saranno conseguenze mi sento preparata ed ho già individuato gli ospedali in città.


Altre scoperte della settimana in breve. 

Biashara street. Ho comprato i primi kikoy (al metro) ed effettivamente conviene fare un salto in città invece di fermarsi nelle zone per visi pallidi, non solo per il prezzo, ma anche per la scelta. Ho fatto impazzire il negoziante e ci sono stata una vita, ma alla fine sono soddisfatta della scelta. Prevedo puntate con cadenza regolare (settimanale? troppo?) nella strada in questione e regali di natale monotematici quest'anno.

Alliance Française. In centro, un po' fuori mano vivendo a Runda. Propone una mediateca con libri che hanno tutta l'aria di essere lasciti degli espatriati francofoni (la zavorra europea che deve far posto alla zavorra africana quando si rientra insomma), videocassette che ad occhio e croce hanno la stessa origine e due sparuti scaffali di DVD. Però il bibliotecario mi si è rivolto senza indugio in francese e questo da solo è bastato a farmi sentire a mio agio!

Goethe Institute. Attaccato all'Alliance Française. Hanno corsi di tedesco ad un prezzo assolutamente improponibile da noi (e in fondo anche la distanza visto che a casa in Italia probabilmente dovrei arrivare fino a Milano!!). Peccato che il traffico rovini tutto e per fare due ore di corso ogni mattina (per tre mesi) dovrei passare nel traffico il resto della giornata.... Il fatto che mi si siano rivolti in tedesco questa volta non mi ha messo così a mio agio perché ho cercato di a) capire cosa mi avevano chiesto, b) elaborare una risposta sensata con un vocabolario limitato ed una grammatica da turco e c) articolare un nein convincente. Potevo anche fare cenno di no con la testa e avrei raggiunto lo stesso risultato, ma in metà tempo.

Amani Café. Un posto davvero carino, su Riverside Drive dove sono arrivata da sola, toppando clamorosamente la prima rotonda dove avrei dovuto girare, la seconda e facendo finalmente inversione alla terza (praticamente in centro città). Poi non contenta ho fatto su e giù per trovare il cancello giusto un paio di volte, ho chiesto a due o tre persone (dovrei iniziare le richieste di indicazioni stradali con un salve, sono un viso pallido, avrebbe la pietà di dirmi dove si trova questo o quello per favore?). Al di là dei dettagli geografici, l'Amani Café è davvero un posto interessante e non è solo un caffé, ma un progetto che si occupa di donne marginalizzate. Una bella scoperta insomma, grazie ad Elena!

Golden Spur. Ristorante di una catena sudafricana (che potrebbe passare per americana con decoro animalier) dove si mangia ciccia (carne per i non fiorentini) e roba grigliata, ma soprattutto dove ci sono un sacco di cose che tengono impegnati i bambini permettendo ai genitori di mangiare dignitosamente. Non si fermano alla classica tovaglietta di carta da colorare con i pastelli che ti portano dovunque con il menu (dovunque?....Forse dovunque negli autogrill svizzeri!), ma c'è proprio una stanza con cartoni animati in continuo, playstation, giocattoli e fuori un playground con trampolino, altalena, scivolo gonfiabile e struttura per l'arrampicata. Tutto ciò all'interno del Southern Sun (ex Holiday Inn), che ospita anche un parrucchiere ed una palestra (credo accessibile anche ai non ospiti dell'albergo) e la cosa mi ha dato un'idea genaile come dice la Sveva: una mattina ci porto bimbi e tata, li lascio a giocare e io faccio ginnastica in palestra e poi i colpi di sole!

KenyaBuzz Kids. Guida del KenyaBuzz, il portale di eventi, dedicata ai bambini. Notevole per le idee che dà a due sprovveduti genitori. Tanto per citare i suggerimenti: viaggiate con la tata così vi rilassate. Se non potete pagarle il biglietto aereo, mandatela in bus! Roba che ancora ci fa sorridere parecchio....

A proposito di tate e di cose alle quali ci si abitua in fretta: perché tutti hanno le tate anche nel finesettimana e noi no??

Consegne a domicilio. Lo so che è una cosa normale, ma noi veniamo dalla campagna e ormai ci siamo abituati ad andare a prenderci tutto (però abbiamo scoperto di recente che la pizzeria il Gambero consegna a domicilio, ma solo dopo le 8.30!).
Qui ovviamente ti portano tutto (magari non vengono proprio tutti fino a Runda, ma sicuramente potremo ordinare più che una pizza, anzi, mi sa che le pizze proprio non le ordiniamo, vista la reazione dei bambini alla prima pizza al Sarit Centre...).
Insomma, si ritorna alla civiltà finalmente!

Bene, adesso andiamo a trovare la nostra amica l'ambasciatrice e ci prendiamo il nostro fioristrada, così finalmente possiamo andare a fare i safari al Masai Mara...oddio, magari aspettiamo di ambientarci un po' prima di avventurarci, ma mi sa che non passerà tanto tempo perché davvero viene voglia di esplorare tutto qui!

Domani appuntamento al castello per capire a che punto sono con i lavori. Dall'ufficio dicevano che avremmo potuto trasferirci tra una settimana, ma visto che a me , qualche giorno fa, è sembrato tutto esattamente come l'abbiamo visto la prima volta (a parte l'ascaro che imbiancava il garage, fondamentale!), mi sa che dovremmo preparaci un piano B.

Il mio piano B è farmi sistemare al Tribe per qualche mese, ma non credo coincida con il piano B della commissione.....

mercoledì 13 luglio 2011

Abbiamo un bambino!

Girando (poco) per Nairobi, il commento più carino che abbiamo sentito su Filippo è stato SHE's adorable.

Ora, sicuramente i capelli non proprio corti ed i boccoli biondi botticelliani non aiutano i poveri visi colorati, metteteci poi che a volte distinguere bene i tratti in una razza diversa può fare questi scherzi (sapete voi dire quanti anni ha un africano ad esempio? Io sono totalmente incapace...), quindi certi commenti sono perfettamente comprensibili.

E infatti non è per questi commenti che stasera abbiamo finalmente preso una decisione drastica.

E' stato solo perché il povero puttino in questione si sveglia ogni giorno dalla siesta con i boccoli fradici e mi domando cosa succederà quando qui comincerà a fare caldo.

Quindi stasera, approfittando del bagnetto, unico momento in cui il puttino è confinato e controllabile, ho preso le forbici e cercato di fare del mio meglio.

Come al solito sono andata storta, ma è stato subito chiaro che quello che ci stava davanti era un altro bambino....anzi, era proprio UN bambinO!